LA REDAZIONE DI RETEABRUZZO NON É UNA CANCELLERIA PENALE

di Luigi Liberatore – Spesso, per colpa del sistema e non nostra, i lettori sono spinti a credere che le redazioni giornalistiche siano delle cancellerie penali, e che i giornalisti stessi siano pubblici ministeri prima che divulgatori di notizie. Io, soprattutto, lo avverto dai commenti che arrivano in coda agli articoli dei colleghi, e pure miei, notando come il desiderio intimo dei lettori (non tutti, fortunatamente) sia quello della condanna, della esposizione di nomi al pubblico ludibrio, e non anche la valutazione serena, e attenta, della notizia data. I giornali dalle larghe tirature sono sottratti da questa gogna, avendo, come rifugio all’attacco personale diretto all’articolista, la rassicurante stanza delle “lettere al direttore”; laddove convergono le critiche al modo di dare le notizie, oppure si spengono le avversità delle opinioni,  soprattutto se malamente espresse. Noi di Reteabruzzo, come altre testate web, non abbiamo questa tutela per un male che io definisco eccesso democratico, cosicché tanti giornalisti vengono esposti perfino al dileggio personale da chiunque voglia farsi “strada” in  coda ai loro articoli. Prima di dire che il sistema non mi piace, voglio esprimere una mia convinzione sul valore delle testate giornalistiche minori: esse fanno emergere problematiche e soprusi altrimenti dimenticati, non avendo altre pretese che quello di diffondere e commentare fatti e circostanze di interesse generale. E  ancora: Che qualche giornalista di Reteabruzzo, non avendo mai avuto aspirazioni da pubblica accusa, spera, almeno, di far superare al criticone di turno una semplice asperità  grammaticale: di scrivere proprio e non propio….Le cancellerie penali, o la poesia, sono tutt’altra cosa!

4 pensieri su “LA REDAZIONE DI RETEABRUZZO NON É UNA CANCELLERIA PENALE

  • 27 Dicembre 2022 in 08:22
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    Non voglio sicuramente farmi strada anche perché non ho un comando della parola buono come il vostro.
    È quasi impossibile per me darvi una valutazione attenta e serena in quanto quando annusi l’aria in alcune parti della città tutt’altro viene in mente.
    Se il vostro lavoro è il diffondere e commentare problematiche, sopprusi o circostanze di interesse generale allora state fallendo miseramente poiché dovreste approfondire la ricerca dei fatti e ascoltare chi magari ne sa più di voi.
    Un giorno parlando con un vecchietto simpatico, esposi la mia teoria che la politica sia cosi confusa e intralciata e che non riuscivo a capire come funzionasse ed il suo commento fu che questa È LA DEMOCRAZIA AL SUO MEGLIO !!!!!!
    Il fatto che riesco a commentare anche questo articolo è derivato dal grande male dell’eccesso democratico.
    Sono sicuro che, anche senza tutele, voi potreste fare la differenza e diffondere la verità e fatti concreti.
    Lo chiamano giornalismo investigativo ed è questo che spaventa gli inetti amministratori e politici locali e nazionali.
    Oppure suggerite voi democraticamente delle alternative di informazione e divulgazione vere e concrete.

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  • 27 Dicembre 2022 in 08:10
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    Buone feste e restiamo cristiani….

    • 28 Dicembre 2022 in 01:49
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      Da buoni giornalai criticano ciò che essi stessi fanno.
      Copiato, incollato, riveduto e corretto per l’uso attuale:
      “noto come il desiderio intimo del giornalista in questione(non tutti, fortunatamente) sia quello della condanna, della esposizione di errori grammaticali al pubblico ludibrio, e non anche la valutazione serena, e attenta, della critica ricevuta.
      Questa la personale visione.

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