BUON NATALE O MIA SULMONA!

di Massimo Di Paolo

Buon Natale o mia Sulmona !

Come sempre il clima cambia a Natale. Sembra veramente che si diventi, per un giorno, tutti più buoni.

La verità è che il Natale di questi ultimi anni ha assunto, per il mondo intero, per l’Italia e per noi dell’entroterra d’Abruzzo, significati ancora più forti, diffusi e condivisi. Intimamente tutti o quasi hanno sentito il senso di speranza, il bisogno di pace, la sensazione di riunione, di ristoro, il desiderio di benessere diffuso.

Nelle sale cinematografiche della Valle Peligna quest’anno sono passate tre opere cinematografiche che hanno ben rappresentato queste dimensioni emotive ed hanno anche in qualche modo drammatizzato i motivi, le condizioni e i drammi, che le comunità possono vivere. Come  la comunità di Sulmona, “Città d’Arte”, che nel Natale trova quel tentativo di normalizzazione e  di speranza diffusa. 

“Nostalgia”, film di Mario Martone dal romanzo omonimo di Ermanno Rea, ha rappresentato sugli schermi la condizione dell’abbandono, dell’isolamento e di quel dramma umano che è rappresentato dalla restanza e dalla partenza, con i processi di rottura e di impoverimento delle comunità. Le sensazioni, che i dati riportati dalla ricerca del nostro concittadino Prof. Ronci, oggettivi e rappresentativi del fenomeno dell’impoverimento di Sulmona, paese ormai di emigrazione,  riportano ai climi emotivi narrati in “Nostalgia”. Città, Sulmona, che fa fatica a riabbracciare chi è andato via con una sorta di pervasiva incredulità verso le altre sorti. Una ricerca che mette in evidenza anche la stagnazione delle classi sociali, con una marcata presenza di disuguaglianze tra città dei ricchi e città dei poveri. L’analisi statistica trova, nell’opera di Martone, i significati psicologici dell’isolamento e della perdita di contaminazione culturale e relazionale. Classi di élite e classi che stentano, mercati che impoveriscono e turismo fuggiasco, imprenditoria morente e gruppi sociali in contrapposizione. Silenzi sulle disuguaglianze crescenti che inquietano e su cui non si parla. Giovani ben vestiti ma privi di lavoro e di prospettive che vivono un “San Babila” seduti al bar in una rappresentazione da sogno.

La città dei ricchi cerca di raccogliere fondi per opere di beneficienza extra-mediterraneo usando l’erotismo del burlesque, dimenticando che in città ci sono associazioni di volontariato, centri anti violenza, case famiglia per minori, centri per i ragazzi diversamente abili, gruppi di auto aiuto, la povertà nascosta della comunità.

Ognuno è libero e poi valgono le intenzioni! Certo, ma chi è appassionato di cinema arriva alla seconda opera che può aiutare a trovare spiegazioni per capire certi fenomeni ed avvicinarci a questo Natale. “Siccità”, film di Paolo Virzì, spiega lo smarrimento attraverso una commedia sociale in cui l’individualismo fa naufragare, dove i gruppi sono in opposizione per la ricerca di un posizionamento privilegiato. Un’opera che tratteggia il narcisismo diffuso come causa della siccità collettiva.

Madre terra, Roma caput mundi, muore lentamente priva di nutrimento, di vita con l’arsura del moribondo che cerca acqua accaparrata dai faccendieri. Muore per l’egoismo diffuso per l’isolamento di ognuno, per un narcisismo della città ricca che imbandisce le tavole  negando la città povera. La bellezza e l’uso dell’erotismo mentre si mangia pensando ai poveri!  Segnale di dissonanza e solitudine, di un ego disforme che “Siccità” rappresenta con le sue comparse e Sulmona con alcuni convivi. “La Città d’Arte” muore perché ognuno pensa a se stesso. La parafrasi del film “Siccità” trova nell’incontro tra diversità, nell’abbattimento delle disuguaglianze,  nella ripresa dell’amore il nutrimento e la rinascita. Sulmona può “ritrovare” il Natale,  ricollocando il bene comune al centro di una visione che non può essere solo economica, turistica o ecologica o polita. Ecco, forse si dovrebbe vivere un Natale diverso, intimamente esteso a tutto l’anno partendo dal buonismo di questi giorni facendo, come si chiede ai bambini, dei buoni propositi da rispettare e perseguire durante tutto l’anno. 

Passeggiando tra luminarie che narrano di una città aristocratica, colta e raffinata, sognando e aspirando a diventare la prossima Capitale della Cultura, scorrendo le Città inserite nel Tourism Digital Hub, biciclettando con il Bike-sharing tra uno spettacolo al “Caniglia” e un Concerto a quattro mani, non pensiamo per questo Natale al nostro Consiglio Comunale dove sono sparite le minoranze e con loro una parte di cittadinanza rappresentata, non pensiamo a quella storia che si chiama Cogesa, non pensiamo al piano Sociale vecchio e stantio,  non pensiamo al piano case, non pensiamo alle condizioni del Centro Storico, non pensiamo alle condizioni del Cup dell’Ospedale che ci fa presagire e fare scongiuri, non pensiamo ad essere un paese ancora grandicello e, tra pochi anni, un paesone dell’entroterra, non pensiamo al declassamento ad area periferica del Polo di Avezzano. Non pensiamoci, facciamo i bravi, i buoni e sorridiamo di quello che ci stiamo impegnando a fare, ognuno per proprio conto e lasciamo ai progettisti la rappresentazione della “Città Futura”.

“Ecosistemi acquatici fluidi” per apprendere una nuova via dove le assemblee cittadine possono diventare progetto, dove l’idea nasce dall’incontro tra interessi e gruppi, dove gli Assessori diventano animatori sociali, dove la visione della “Città Futura” diventa un nuovo ecosistema comunitario. “Io ti vedo” dice la protagonista di Avatar film del Natale 2022 di James Cameron. Vediamoci, cari concittadini, alla pari, vediamo le idee e trasformiamole in progetti serrando i ranghi nella nostra Commedia sociale, per non essere naufraghi e riprendere nelle nostre mani il destino della nostra Città.

 Buon Natale o mia Sulmona. 

                                                                                                                 

4 pensieri su “BUON NATALE O MIA SULMONA!

  • 25 Dicembre 2022 in 20:43
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    … buon Natale popolo dei Peligni… buon Natale ripensando ai bei tempi che furono nella speranza di riviverli nuovamente tutti insieme…

  • 23 Dicembre 2022 in 14:35
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    Non è chiaro se sia il servizio in brutta copia dell’ANICAGIS, oppure il resoconto anch’esso in brutta copia e anzi bruttissima, di anni e anni di magna magna e abbandono della città da parte del mondo politico locale, mondo politico locale che ha curato solo se stesso e i suoi fautori e supporter.
    In entrambi i casi, come critico cinematografico, politico e peggio come trascinatore di popolo… meglio Masaniello.
    Buon Natale città e cittadini di Sulmona e stiamo in guardia dai falsi profeti già conosciuti!!!

    • 23 Dicembre 2022 in 16:02
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      Tutto molto vero e chiarissimo da tempo !!!!
      Ed io sono a Sulmona solo da due Anni !!!!!
      Non mi sembra che questa commedia sociale sia simpatica o divertente e non vedo o sento nessuno che voglia ascoltare o fare !!!!!
      Buon Natale a tutti

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