LA CASSAZIONE CONFERMA 26 ANNI PER I DUE RUMENI CHE UCCISERO DI BOTTE UN ANZIANO DI CASTEL DI SANGRO

Per rubargli il denaro che custodiva in casa, massacrarono di botte  un anziano di Castel di Sangro che morì qualche mese dopo per le conseguenze dei colpi subiti. Per quel delitto tre rumeni Dinu Ursan, di 34 anni, e Adrian Simon, di 41, entrambi accusati insieme a Aurel Ilovan di 37 anni di omicidio aggravato in concorso sono stati condannati In primo grado all’ergastolo i primi due e a 10 anni di reclusione il terzo. Sentenza che era stata parzialmente riformata in sede di Corte d’Assise d’Appello ma solo per i primi due condannati a 26 anni di carcere. La vicenda è quindi finita davanti ai giudici della Corte Suprema i quali hanno confermato la sentenza di condanna a 26 anni per Ursan e Simon accogliendo il solo ricorso di Ilovan ritenendolo responsabile di concorso in tentata rapina e di concorso anomalo nell’omicidio con rinvio per un nuovo giudizio su questi capi d’imputazione davanti ai giudici della Corte di Appello di Perugia.

I fatti fanno riferimento alla sera del 3 giugno del 2017 quando i tre romeni fecero irruzione nell’abitazione di Domenico Di Luia, 79enne di Castel di Sangro, con l’intento di derubarlo. Ma una volta scoperti, Ursan e Simon (Ilovan era rimasto fuori l’abitazione a fare da palo), si scagliarono contro l’anziano, colpendolo ripetutamente con calci e pugni, lasciandolo agonizzante a terra, per poi fuggire dopo aver sottratto alcuni oggetti in oro di modesto valore. Ilovan, però, ebbe un ripensamento, forse consapevole della gravità dell’azione criminale portata a termine. Poche ore dopo, infatti, si presentò ai carabinieri di Castel di Sangro per raccontare il fatto, fornendo i dati dei due complici e soprattutto indicando l’abitazione dove il reato era stato commesso. L’anziano morì il 26 ottobre del 2017 in una clinica di Bolognano dove era stato ricoverato. L’autopsia confermò che la morte era da ricondurre alle gravi lesioni riportate nell’aggressione.