MAGISTRATI E CARABINIERI, “NON LASCIATECI SOLI”

di Luigi Liberatore – Brutto mestiere, quello del giornalista. Anzi, mestieraccio. In senso generale passa addirittura per un non lavoro, tanto è vero che si dice ancora: “meglio che andare in miniera”. Non è così, e cercherò di spiegarlo in maniera tale che questo lavoro non venga confuso con quello che le tivvù, giorno e notte, fanno apparire nei loro salottini griffati, espresso magari da personaggi dall’eloquio raffinato, conflittuali semmai per eleganza. No. Quello è un altro mondo cui appartengono figure della nobiltà giornalistica, che, come categoria lavorativa, ha differenze di livello anche contrattuali. Nulla di polemico. Io parlo dei tre colpi di pistola sparati l’altra sera a Sulmona contro l’automobile della proprietaria di ONDA TV; colpi sparati da una pistola ad aria compressa, ma che avrebbero potuto uccidere. E non escludo che tale fosse l’intenzione, seppure espressa come eventualità. Non ci sono altre piste da seguire da parte degli inquirenti, se non quella legata all’esercizio della televisione, cioè l’attività della informazione, della investigazione e dell’accertamento dei fatti che accadono in città. Pure chi scrive ha subito, tanto tempo fa, un’aggressione truce da una manovalanza meno sofisticata; regolarmente denunciata, rimasta senza esito. Ricordo che tre anni fa, a un giornalista del quotidiano IL CENTRO, fu bruciata sotto la casa l’automobile. Anche in quel caso l’inchiesta, presumo, sia finita con una scritta sul fascicolo: Atti. Così come amava definire le questioni di poco conto il conte Pellegrino Rossi, ministro dell’interno dello Stato pontificio con papa Pio IX. I giornalisti di periferia non hanno tutele: sono sotto pagati, semmai pagati, ma hanno a che fare sempre con la malavita, con le indagini sui pubblici amministratori, sulle illegalità diffuse di ogni tipo, su cui lavorano con passione e lealtà non avendo nessun pubblico riconoscimento. Anzi, devono stare pure attenti ad esprimersi nei loro resoconti, non avendo a supporto la consuetudine a scrivere  con gli articolati disposti ad uso dei magistrati, né con la fantasia leguleia degli avvocati, verso i quali corrono sempre il rischio di incappare nella querela laddove siano disattenti nella scrittura. Non parliamo delle occhiatacce che ricevono di prima mattina, delle espressioni volgari di cui sono oggetti, delle minacce a viso aperto, e poi dei colpi di pistola da parte delle altri parti in causa. Come in questa vicenda di ONDA TV. Ecco, alla fine, dico ai magistrati e alle forze dell’ordine di non sottovalutare queste situazioni, di non considerare i giornalisti di periferia come “res nullius. In parole povere: non lasciateci soli.

3 thoughts on “MAGISTRATI E CARABINIERI, “NON LASCIATECI SOLI”

  • 3 Dicembre 2022 in 08:35
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    Sono pienamente d’accordo con i rischi che corrono i giornalisti onesti e corretti amanti della verità, quanti hanno pagato per queste loro qualità. Un adeguamento sulla sicurezza e sulla retribuzione meritati. Odio però quei giornalisti che per riempire le pagine dei giornali, fanno cose obbrobriose, subdole e facinorose: mettere sul lastrico moralmente ed economicamente le persone corrette, non sono casi isolati per esperienza vissuta; in prima pagina solo perchè il segretario-capo di una organizzazione nazionale (cosidetta a difesa del cittadino) passava le veline via fax al giornalista locale di un quotidiano regionale…….

  • 1 Dicembre 2022 in 17:31
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    Non bisognerebbe dimenticarsi di opinioni di cittadini che non hanno la possibilità o la maniera di difendersi da amministratori e politici inutili o incapaci i quali sono protetti e tutelati.
    Non c’è certo giustizia o una società bilanciata ma fin troppi nobili
    opinionisti.
    Neanche voi siete più capaci di attenervi all’attività dell’informazione, investigazione ed accertamento dei fatti.
    Avete preso il posto dei politici che servite e riverite invece di impegnarli e sfidarli.
    Per quanto piccoli giornalisti di provincia, come vedete, le vostre opinioni sono importanti ma mai quanto la verità e i fatti.

    • 1 Dicembre 2022 in 18:21
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      Perfettamente d’accordo

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