L’ABRUZZO PRESENTE AL CONVEGNO DI RICCIONE “LA SICUREZZA NELLE GARE CICLISTICHE”

Si è concluso il primo meeting nazionale della storia del ciclismo intitolato “La sicurezza nelle gare ciclistiche. Confronto fra Direttori di Corsa, Giudici di Gara e Stakeholders”.

Un evento di tre giorni svoltosi nello scorso weekend nell’accogliente Palazzo del Turismo di Riccione. Un’importante occasione di riflessione, discussione ed approfondimento di temi dedicati all’organizzazione e alla sicurezza delle corse voluto dalla Commissione nazionale direttori di corsa e sicurezza e dalla Commissione nazionale giudici di gara. Hanno partecipato oltre 250 persone provenienti da tutte le regioni d’Italia. Un successo per questa prima edizione che già conferma l’appuntamento per il prossimo anno. L’incontro è avvenuto fra tutte le figure addette alla sicurezza (direttori di corsa, motostaffette, scorte tecniche, Asa) e gli organizzatori delle manifestazioni insieme ai giudici per fare il punto su alcuni aspetti fondamentali per lo svolgimento delle gare come l’applicazione del disciplinare, i rapporti con gli enti locali e le autorità di pubblica sicurezza, i temi legati alle autorizzazioni e alle ordinanze di sospensione della circolazione, la certificazione di qualità, il ruolo del regolatore, i rapportini di fine gara, la formazione, radio corsa, le prospettive per il futuro, il progetto di nuove divise e la presentazione di prodotti innovativi di supporto alla sicurezza. Un’occasione d’oro, insomma, per fare il punto sull’attuale situazione e migliorare l’intero movimento in maniera sinergica.

Fra i presenti alla manifestazione una rilevante presenza abruzzese, fra i quali, il referente regionale dei direttori di corsa, Angelo Zamponi, la prima ed unica direttore di corsa donna della regione, ma anche la più giovane di tutt’Italia, Latifa Benharara, il presidente Team Trs Scorte Tecniche e Radioi-informazioni, Fausto Capodicasa ed il direttore di corsa e scorta tecnica, Mario di Palma. “Il diritto allo sport è sacrosanto, noi siamo l’unico sport che si fa su strada”, sono le parole ripetute più volte dal presidente della Commissione di corsa e sicurezza, Roberto Sgalla, sottolineando che la sicurezza la si costruisce insieme: la cultura e il desiderio di sicurezza nelle gare ciclistiche, i ruoli e le responsabilità oltre che l’urgente necessità di reperire giovani che possano contribuire alla continuità di questo amato sport. Diversi i relatori al tavolo della sicurezza, oltre a Roberto Sgalla e il presidente della Cngg Gianluca Crocetti, c’è stato l’intervento del presidente Fci Cordiano Dagnoni e di Alessandro Spada, presidente regionale Fci dell’Emilia Romagna. Preziosi gli interventi e il contributo di Giandomenico Protospataro, dirigente di Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, del direttore del servizio Polizia Stradale, Filiberto Mastrapasqua, e di Eugenio Amorosa, dirigente della sezione Polstrada di Trieste. Presenti inoltre nella giornata di sabato nomi rilevanti della Fci quali Christian Ferrari, componente della Commissione strada, Daniela Veronesi in rappresentanza del presidente della Commissione fuoristrada Massimo Ghirotto, Deborah Orso presidente Commissione ciclismo paralimpico, il giudice sportivo nazionale Pasquale de Palma ed il presidente dell’Accpi (associazione corridori ciclisti professionisti italiani) Cristian Salvato. Dall’importanza del ruolo del direttore di corsa, senza il quale una gara non può partire in Italia, dai processi di semplificazione e modelli unici nella richiesta di autorizzazioni, a delle linee guida da seguire come quello del protocollo di Ravenna illustrato dal presidente e fondatore del G.S Progetti Scorta e direttore di corsa di lunga data, Silvano Antonelli. “Un impegno che si è autoscritto per favorire gli impegni sportivi e non per limitarli. L’obiettivo è quello di aiutare gli organizzatori a svolgere al meglio la loro manifestazione”. Tanti gli argomenti, le riflessioni e i quesiti posti alle Commissioni da parte di chi della sicurezza ne ha fatto una mission e che si vuole portare sempre più a regolamentare e professionalizzare senza perdere il nobile valore volontaristico. “Dobbiamo etichettarci di internazionalità, la formazione è un elemento fondamentale ed un punto strategico che guarda al futuro”, dichiara Raffaele Babini, storico direttore di corsa del Giro d’Italia. Dalle Granfondo alle competizioni internazionali passando per le nuove biciclette non ancora del tutto regolamentate come l’e-bike, l’handbike e la gravel. Un tema quello di una mancato disciplinare Gravel sollevato dal direttore di corsa del Veneto, Roberto Sardi. Dialogo ed intesa con gli organizzatori, l’esigenza di formare le radio-informazioni poiché “la corretta comunicazione è basilare per garantire la sicurezza”, come ha sottolineato Virgilio Rossi, radio corsa e voce ufficiale del Giro d’Italia. Il ruolo poi essenziale del Régulateur, presente nelle linee guida Uci e ancora da definire chiaramente con norme attuative. Un filo sottile che ha creato un dibattito acceso tra i direttori di corsa e i giudici di gara. Presentato inoltre l’Ice-Key-Tag, con Antonio Rossetto, Massimo Foffano e Roberto Simonelli. Già premiato dalla Fia come miglior prodotto per la sicurezza, è proposto all’Uci come strumento per facilitare gli interventi di soccorso semplificando l’accesso a documenti sanitari e personali. Un dispositivo che permette di custodire dati personali e informazioni mediche su dispositivi elettronici contactless chip e sugli indumenti tecnici che permette d’identificare la persona, in sette lingue, con opzione di chiamata pronto soccorso anche senza rete telefonica. Fra le tante novità per il 2023 c’è anche la certificazione Scorte Tecniche. “Ci saranno i gruppi che avranno i requisiti richiesti, si alzerà l’asticella della professionalità e garanzia agli organizzatori, le scorte riconosciute avranno un logo di certificazione sulle divise, la nostra è una realtà avrà il marchio e vanta l’affiliazione alla federazione dal 1966”, afferma l’abruzzese Fausto Capodicasa. Una circostanza quella di Riccione che si è dimostrata favorevole, come comunica il referente Zamponi: “È stata bella iniziativa perché si è dato modo di riunire tutto il compartimento per la prima volta. Un’esperienza produttiva con la speranza di migliorare la collaborazione fra tutti i settori”, dichiara Latifa Benharara. Per terminare un punto di vista giovane e rosa particolarmente apprezzato: “Ho sottolineato la mancanza del ricambio generazionale con grande preoccupazione. Il ruolo del direttore di corsa è un onere ed un onore e richiede una grande responsabilità. Responsabilità che significa rendersi conto e render conto del ruolo, delle proprie scelte ed azioni e delle conseguenze che hanno a breve e a lungo termine. Si parla di responsabilità civile e penale. L’età media è di 65 anni, a 72 anni non si può più esercitare. I giovani, non hanno voglia di assumersi questa responsabilità. Ho chiesto come poterli avvicinare, calcolando che i rimborsi spesa sono davvero simbolici e si sta volentieri a casa. Abbiamo visto quanti corsisti hanno eseguito le formazioni ma poi non si sono tesserati. Il futuro è già oggi. E oggi abbiamo grandi carenze così come nelle scorte tecniche e nell’Asa (a differenza dei giudici che hanno un numero sempre più alto di giovani e di donne). Un mio suggerimento è stato quello di lavorare tramite i social, creando una pagina esclusivamente dedicata, facendo conoscere il nostro ruolo, la sua essenzialità nelle corse e condividendo con un format vivace storie ed esperienze. Grazie alla comunicazione potremmo suscitare maggiore interesse e far avvicinare giovani leve” conclude Latifa Benharara.