44ENNE DI SULMONA FINISCE DAVANTI AL GIUDICE DOPO AVER FATTO SESSO CON UNA 16ENNE UBRIACA

Secondo le accuse contenute nel capo d’imputazione, avrebbe approfittato dello stato di ubriachezza di una minore per approfittarne e passare la notte con lei. Ieri l’imputato, 44 anni di Sulmona, difeso dall’avvocato Stefano Michelangelo, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona che per un semplice difetto di notifica è stata costretta a rinviare l’udienza al prossimo mese di marzo. Ma le accuse restano tutte. I fatti contestati risalgono all’estate del 2020 quando l’imputato avrebbe trascorso la notte con una 16enne, a casa della sorella che li avrebbe ospitati. In quella occasione ci sarebbe stato un rapporto sessuale. La mattina dopo si sarebbero salutati e ognuno è tornato alla sua vita ma la ragazza, profondamente turbata da quell’episodio, ha raccontato tutto ai genitori e su loro invito è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona per tutti gli esami e gli accertamenti del caso. Subito dopo padre, madre e figlia si sono recati in commissariato per denunciare il fatto.  E’ stato quindi accertato, in base alle analisi, che la giovanissima era sotto effetto dell’alcol. Si è aperta a quel punto l’indagine, curata da Polizia e Procura, che ha portato ad ascoltare anche le persone che, quella sera, presenti nell’abitazione per poi arrivare all’incidente probatorio svolto a novembre dello stesso anno al fine di cristallizzare tutti gli elementi raccolti. In quella sede la ragazza, assistita dall’avvocato Uberto Di Pillo, ha confermato sostanzialmente quanto denunciato, svelando una serie di particolari legati all’atto sessuale e spiegando di essere rimasta inibita e bloccata nel corso del rapporto. Inoltre sono stati svolti accertamenti specifici anche sugli indumenti indossati.  Per quanto riguarda l’’imputato, ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo di non avere usato mai violenza  e soprattutto che la ragazza fosse consenziente. Sarà il giudice nella prossima udienza di marzo a stabilire se la storia dovrà essere chiarita con un regolare processo. 

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