REVENGE PORN IN VALLE PELIGNA, PARLA LA PSICOLOGA

“Il revenge porn non può essere considerato una dipendenza, il sesso si. Anche se il fenomeno di scattare foto e riprendere video anche osé, è figlio dei social e degli smartphone che, questi si,  possono essere inseriti tra le nuove dipendenze dei nostri ragazzi”. All’indomani dell’inizio del processo che vede coinvolti due giovanissimi della Valle Peligna, il primo in qualità di imputato e l’altra come vittima del revenge porn, la psicologa Annalisa Vagnozzi, funzionaria della Asl  del servizio SER.D. per l’area peligno-sangrina, spiega il fenomeno in forte crescita negli ultimi anni. “I social sono diventati la principale via di comunicazione tra i giovani che, secondo me hanno perso un pochino, il senso delle cose a forza di postare tutto quello che riguarda la loro vita. Anche gli aspetti della sfera sessuale sono diventati un contenuto che spesso viaggia su internet senza un grosso filtro”. “Però”, aggiunge la psicologa, “il revenge porn non può essere considerato tra le dipendenze. È un satellite perché  il sesso che in alcune fattispecie, può diventare una dipendenza patologica, come il gioco d’azzardo, l’ortoressia, e a tanti altri comportamenti compulsivi. Anche se ci vogliono determinate caratteristiche perché possa essere considerata tale”. Nel frattempo il processo che vede coinvolti due giovanissimi della Valle Peligna va avanti. Nella prossima udienza toccherà al 18enne essere ascoltato dal giudice, al quale dovrà spiegare i motivi che lo hanno portato a postare su Instagram le foto senza veli della sua ex.

un commento su “REVENGE PORN IN VALLE PELIGNA, PARLA LA PSICOLOGA

  • 18 Novembre 2022 in 08:28
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    Altro spreco di tempo e denaro!!!!
    Non c’è perché che tenga o analisi ma tanta ignoranza e violenza sulle donne !!!

    Risposta

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