GLI ASINI LITIGANO I BARILI SI SFASCIANO

di Luigi Liberatore – Ho sempre sognato di avere la capacità di sintesi, e descrivere magari qualsiasi divergenza di opinioni con la stessa forza di quella che esprime il titolo di questo articolo. Il testo è di origini calabresi; non appartiene allo Stil Novo, ma se da noi lo dici in casa lo capiscono tutti. Non sapevo come iniziare ad illustrare la disputa che si è accesa tra i consiglieri regionali abruzzesi, Antonietta La Porta, e la collega Marianna Scoccia, sul progetto della istituzione a Sulmona del Museo
del Realismo italiano, che dovrebbe aver sede presso Palazzo Sardi, nel cuore della città antica. A dar fuoco alle polveri, in verità, è stata la leghista La Porta la quale, fattasi promotrice della legge, denuncia se non proprio la ostilità al suo progetto, almeno il disinteresse di alcuni colleghi tale da “non permettere che venissero poste le basi per una discussione”. Il progetto, che passa sotto l’acronimo di MIR, avrebbe avuto già sostegno da una rete di critici e studiosi, nonché da enti e istituzioni culturali, tanto da aver stuzzicato l’interesse di Vittorio Sgarbi a svolgere il ruolo di direttore artistico. Quest’ultimo aspetto
davvero non ci esalta. Ci sono pure i soldi, afferma La Porta, tuttavia dice che non riesce a capire il mutismo e il no di fatto al suo progetto, ma soprattutto la “freddezza e la indifferenza mostrata proprio dai consiglieri più vicini al territorio sulmonese”. Non ci vuole molto a capire che la consigliera leghista se la prenda con Marianna Scoccia la quale, pur senza essere stata citata, rimanda al mittente le accuse senza indirizzo: “Se la prenda con la sua stessa maggioranza che non appoggia il progetto”, replica il consigliere di sinistra, nonché sindaco di Prezza. E, ad abundantiam, aggiunge che la collega, dopo anni di
esperienza, non abbia ancora capito quali siano le regole che disciplinano i lavori del Consiglio regionale. “Se ha bisogno del mio aiuto in commissione, sono pronta a sostenerla, ma che il lavoro (politico) non sia circoscritto a questo unico progetto ma si parli anche (per Sulmona) di sanità, di punto nascita, tribunale e palazzo Portoghesi, semprechè abbia l’appoggio del suo partito”. Alla fine di tutto questo, sapete che vi dico: io non voglio proprio fare la fine dell’asino di Buridano. Ma voi che leggete, ripartite dal titolo…

3 commenti riguardo “GLI ASINI LITIGANO I BARILI SI SFASCIANO

  • 19 Novembre 2022 in 00:30
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    La consigliera sindaca…ci riporta ad aneddoti nn sempre a tutti conosciuti..: ecco la storia…
    Cosa fece l’asino di Buridano?
    Celebre esempio dell’asino che, in mezzo a due fasci di fieno, morirebbe di fame per l’incapacità di determinare la scelta. Fu ripreso da Dante: «intra due cibi, distanti e moventi – d’un modo, prima si morria di fame – che liber uom l’un si recasse ai denti» (Par., IV, 1-3).
    In tutto questo ,la consigliera dimentica che nn morirà di fame,un Lauto compenso fino alla fine della legislatura..lo percepirà…anche se è nei banchi della Sinistra..

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  • 17 Novembre 2022 in 08:49
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    Sulmona fra qualche anno diventerà un piccolo borgo, non si è più manifestata una classe politica rappresentativa in regione. le conseguenze dovute anche all’immobilismo locale, ospedale di p. soccorso, nodo ferroviario stracciato, fabbriche chiuse e capannoni vuoti, scuole accorpate e metà delle presidenze degli anni 2000, uffici pubblici catasto, tribunali, ufficio iva, scuola di finanza, scuola penitenziaria, cellule dell’università aquilana tutti in fuga; e, per non parlare del degrado della città che sarà promossa città della cultura. Ma quale cultura quella dei ns. insigni scrittori e poeti dell’epoca, ma oggi occorrerebbe quella del verde del decoro cittadino, delle strade percorribili e non voglio prolungare oltre e aumentare il tenore di inefficienza delle amministrazioni locali.

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  • 16 Novembre 2022 in 20:39
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    Non c’è competenza o intraprendenza a Sulmona e lasciate perdere gli asini in quanto molto superiori ai correnti amministratori sbandati !!!!!

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