SI SGONFIA IL CASO COGESA, NIENTE CAMORRA MA SOLO REATI AMMINISTRATIVI

Tutto era partito da un esposto del comitato dei residenti delle Marane, la frazione di Sulmona che confina con la discarica di Noce Mattei, per l’aria irrespirabile soprattutto nella stagione estiva. Esposto che portò allo spettacolare blitz di polizia, carabinieri e guardia di finanza con elicotteri e una decina di volanti, alla ricerca di rifiuti tossici e collegamenti con la camorra e mafia dei rifiuti. Alla fine non è emerso nulla di tutto questo ma solo un piccolo abuso edilizio che portò alla chiusura del centro raccolta ingombranti e a contestazioni di carattere amministrativo degli allora vertici del Cogesa. Violazioni amministrative che non prevedono carcere ma che potranno essere sanate attraverso il pagamento di sanzioni. Insomma la montagna che partorisce il topolino.

COGESA IMPIANTI

A guidare le operazioni era stato direttamente il capo della procura Giuseppe Bellelli, ora capo della procura presso il tribunale di Pescara, il quale era convinto che dietro all’attività del Cogesa si nascondesse una vera e propria attività criminale che faceva affari sulla monnezza. Niente di tutto questo perché l’inchiesta si è chiusa con un decreto di citazione a giudizio emesso dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, nei confronti di cinque persone: l’ex amministratore unico Vincenzo Margiotta, il responsabile tecnico di Cogesa Stefano Margani, il responsabile della piattaforma Danilo Ciotti, Davide Amadio responsabile dell’impianto Tmb e l’attuale legale rappresentante di Cogesa. Le accuse contestate a vario titolo sono: errato trattamento dei rifiuti, violazioni urbanistiche e ambientali, emissioni insalubri, superamento della capienza nell’impianto, procedure di monitoraggio non rispettate.
La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 5 dicembre e dovranno comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Sulmona le cinque persone sopra citate. Il comitato si costituirà parte civile. Intanto partirà da lunedì 13 novembre il monitoraggio della qualità dell’aria sul sito dove sorge la discarica di Noce Mattei a seguito della convenzione siglata tra Comune ed Arta, volta ad esaminare l’entità e l’origine dei miasmi. All’appello mancano due centraline che saranno istallate in un secondo momento. Un passaggio importante dal quale si potrà capire la reale nocività della discarica e degli impianti di trattamento del Cogesa.

2 commenti riguardo “SI SGONFIA IL CASO COGESA, NIENTE CAMORRA MA SOLO REATI AMMINISTRATIVI

  • 12 Novembre 2022 in 15:21
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    Come al solito mancate il punto con retorica fasulla e ignorante.
    Continuate a comunicare le cose positive come il non coinvolgimento della mafia !!!
    Lasciate che tutto prosegua come al solito e continuate a disinformare e deridere i cittadini che stanno solo cercando di fermare l’avvelenamento dell’ambiente e l’uccisione di loro stessi!!!
    Complimenti per aver capito cosa sta’ succedendo e di esservi informati perfettamente del NULLA SUCCESSO DELL’INCHIESTA!!!!
    Sei veramente inutile e dannoso se non venduto!!!!

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  • 12 Novembre 2022 in 15:19
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    bene,le 5 W del giornalismo sono cartastraccia,i pilastri :WHO: chi? · WHAT: che cosa? · WHERE: dove? · WHEN: quando? · WHY: perché?…Raccontare i fatti,non minimizzare per dare a credere ,i reati sono tali,soprattutto quelli ambientali ,altro che topolino ,le sentenze delle Supreme Corti sono chiarissime,quindi due pesi due misure,a chi si a chi no,altro che etica professionale,doveri ecc…c’e’ bisogno di giornalisti con la schiena dritta,come Enzo Biagi,o no?

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