QUEL GIUSTO RANCORE PER UNA INUTILE BRETELLA

di Luigi Liberatore – C’è chi ha detto che Sulmona resta in mutande con la realizzazione della bretella ferroviaria sulla Pescara-L’Aquila, chi invece afferma che la realizzazione di quel breve tratto di ferrovia consentirà di accorciare il tragitto di circa 10 minuti tra Pescara e L’Aquila.  Prima di svolgere la nostra tardiva quanto inutile riflessione, diciamo a chi legge che il progetto, del valore di 12 milioni di euro, è immediatamente cantierabile e che forse alla fine del prossimo anno vedrà la luce. Quindi, a giochi già fatti, proseguiamo a valutare le due opposte visioni del progetto che nell’esporre le loro indecenze, anche se a noi piace di più la nudità di quel “restare in mutande”, ci fanno giungere ad una conclusione: quella bretella è inutile. Non spoglia Sulmona perché il capoluogo peligno è rimasto pelle ed ossa al termine di un lungo periodo, parliamo di decenni, in cui ha perso presidii di grande valore in termini di immagine e come risorse economiche, per cui anche lo scalo di Santa Rufina ha poco più del valore di una pezza. I dieci minuti in più che si verrebbero, però, a guadagnare dalla famigerata bretella sono un aspetto ridicolo se messi in relazione alla spesa di dodici milioni che vengono dispersi su settecento metri di binari. I sostenitori della bretella, soprattutto i politici, vorrebbero farci credere che stiamo di fronte ad uno snodo ferroviario tipo Bologna, quando invece le vergogne del territorio viaggiano ancora sul binario unico della indecenza. Hanno ragione quelli di Sulmona a negare il valore di questo progetto quando in ospedale non si riesce a far funzionare una risonanza magnetica e la gente magari muore. Il dolore di un ospedale che va in frantumi vale molto più di dodici milioni per la costruzione di settecento metri di binari inutili.

8 commenti riguardo “QUEL GIUSTO RANCORE PER UNA INUTILE BRETELLA

  • 12 Novembre 2022 in 16:05
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    Contro la bretella riappare quella visione miope che si manifesta ogni qualvolta si tenta di fare qualcosa per far uscire Sulmona e il suo comprensorio dall’isolamento in cui i no a prescindere l’hanno relegata. Abbiamo una stazione centrale rinnovata solo per merito di un alto dirigente RFI che, zitto zitto quatto quatto, riuscì a inserirla nell’elenco delle stazioni meritevoli di ammodernamento. Ora che anche la “bretella” e i suoi benefici effetti su Sulmona e l’Abruzzo interno si stanno materializzando, lo stesso ex alto dirigente, “sulmonese”, ne illustrò le positive ricadute in più di un’occasione, si assiste al solito spettacolo dei luoghi comuni, del rimirarsi l’ombelico dimenticandosi che la stazione e il suo sito sono da decenni in uno stato di abbandono, fisico e dei servizi a essi funzionali, senza che nessuno, neanche più i pendolari “sfiduciati” lo fanno, abbia mai speso con lo stesso furore parolaio tanto e tale disappunto. Eppure basterebbe solo esaminare l’insita possibilità di realizzazione di un collegamento diretto e veloce che quei scarsi 2 km di binari e la FERMATA di Santa Rufina creano fra i 4 capoluoghi di provincia. Creando cosi una fruttuosa sinergia fra le “primizie e o eccellenze” che ognuno di queste realtà vanta…..foss’anche e o solo per fini turistici, interni e interregionali. La positiva esperienza, grazie ad alcuni illuminati sulmonesi, della nostra “transiberiana” con i suoi sempre più frequentati TRENI TURISTICI dovrebbero averci insegnato qualcosa.

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    • 12 Novembre 2022 in 19:59
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      Forse le sfugge che la vitalità e la funzionalità di una stazione ferroviaria è legata alle corse che l’attraversano e ai suoi interconnessi servizi, e non certamente al suo restyling per quanto possano abbellirla. Se la stazione di Sulmona ha perso la sua attrattività di “clienti” lo deve unicamente alle corse e alle tratte ferroviarie tagliate e credo sappia che un qualsiasi servizio scadente non è appetibile per l’utenza, qualunque essa sia. La stazione di Sulmona è povera anche di dipendenti, perché meno treni, meno servizi, creano meno occupazione nella stazione e meno addetti è anche meno presenza, anche importanti quali le ricordo la Polizia Ferroviaria, lo smantellamento delle strutture di controllo, gestione e comando della rete ferroviaria e sul deposito e impianto manutenzione, tutte strutture che erano il cuore pulsante dello scalo ferroviario e che lo ponevano al centro dell’intera Regione, ma ovviamente, specialmente la seconda parte descrittiva il “viaggiatore comune”non lo nota (anche giustamente) ma lo vive nel mancato servizio e forse come la pensa lei resta più ammaliato dai monitor, dagli ascensori, dal bel sottopassaggio, che non hanno impedito il diminuire del numero delle corse, l’aumentare delle corse sostitutive con autobus (altro mistero), l’aumento nella durata di percorrenza per motivi d’interesse economico di dubbio accordo fra Regione e RF, e cito nuovamente per ultimo il depauperamento dello scalo e si chieda o se sa ci spieghi il perché togliere (sempre) qui per dare (sempre) altrove. E ora arriviamo alla bretella dei miracoli, ma quali sono? ce li indichi o posti dove recuperarli. Perfino lei segnala il degrado in cui è caduto lo scalo e non se ne è chiesto il motivo? Le sfugge anche che Il collegamento con le 4 province abruzzesi già esiste su Sulmona e una sua rapida lettura dell’orario dei treni in partenza e arrivo, cioè di quelle 4 (eufemisticamente) corse rimaste non le ruberebbero più di 10 minuti come invece avviene, sembra per gli aquilani tanto amanti della costa pescarese e che aumenteranno le corse in partenza dall loro città di montagna in modo esponenziale per scelta della matrigna Regione e a tale asserzione la invito anche qui a voler sfogliare rapidamente con le corse da e per Terni e qui le chiedo di giustificarmene l’intenso traffico ma con zero viaggiatori… scoprirà che è tutto coperto da un fitto mistero politico. Fortunatamente e lo dico per non piangere della dismessa tratta è stata attivata la ferrovia turistica che “illuminati” appassionati e amanti della ferrovia d’Isernia che dettero vita al primo treno storico nel marzo 2012 dettero avvio all’avventura diventa successo, ricordando che era tutto nato per far rivivere la linea ferroviaria da poco tagliata come “ramo secco” (lerotaie. com) e qui è proprio vero che il tutto dovrebbe averci insegnato qualcosa.

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      • 13 Novembre 2022 in 00:02
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        Le corse, vuote, sono le stesse da decenni tranne quelle della ” transiberiana” che sono scomparse perché non più acquistate dalla regione poiché, dicono gli stessi ferrovieri, giravano a vuoto senza passeggeri 9,9 volte su 10. Il posto polfer non esiste più da anni non solo a Sulmona ma anche ad Avezzano, L’Aquila, Chieti, Pescara, etc mentre per quanto riguarda la bretella si seguita a fare considerazioni campanilistiche senza un minimo sguardo al futuro, rimprovero che lo stesso ALTO dirigente “sulmonese” di RFI formulo in un incontro a Pratola. Cioè non vedere la “funzionalità” della bretella nel futuro assetto della mobilità abruzzese su rotaia in cui Sulmona dovrà, se saremo in grado di fare squadra, tornare a essere baricentro del sistema regionale anche attraverso la bistrattata stazioncina di Santa Rufina…. Con le nuove tecnologie, parlare di perdita di posti di lavoro significa essere fermi al secolo scorso.Sulla tratta Sulmona Terni non vi sono più, da vari lustri, stazioni e passaggi a livello presenziati eppure la funzionalità, la velocità e la sicurezza sono aumentati. Per cui seguitiano ad opporci cosi da scendere a vreve sotto i 20 mila residenti cosi da eliminare in radice il problema….e non solo la bretella.

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        • 13 Novembre 2022 in 18:31
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          Le ricordo che l’oggetto del discutere è incentrato unicamente sull’utilità della bretella nel sistema di trasporti regionale e della sua relazione con lo scalo ferroviario cittadino. Noto con favore e non stupore, come sia scomparso la sua argomentazione del new look della stazione relazionata con la bretella, che evidentemente era fuori luogo, come noto che dei decantati benefici di questa bretella “per lo scalo di Sulmona” ancora non leggo/ascolto un solo rigo da lei come da l’ex AD di RFI, che tengo a precisare ha tenuto ha chiarire che RFI “costruisce” in una chiara quanto corretta ottica aziendale affaristica, “ciò che ha commissionato la Regione Abruzzo” e che risulta essere “l’esclusivo volere di collegare direttamente i due capoluoghi”. Quindi la invito nuovamente a “quantificare in soldoni” quale “sinergia”, quale “baricentro” porta questa bretella per lo scalo e soprattutto “quali sono le figure” (fisiche come istituzionali) che dovrebbero comporre questa “SQUADRA”, che dovrebbe contrastare l’unica “SQUADRA OPPOSTA” conosciuta e riconosciuta che è la POLITICA REGIONALE, se poi lei non vede “nemici all’orizzonte., ha visto e continua a vedere un’altra “partita” Altra nota dolente, tanto veritiera quanto curiosa è quella delle “corse a vuoto”, da decenni a suo dire che stranamente (!?) vengono tagliate e successivamente chiuse come tratte solo nelle zone più marginali, sarà un caso (!?) e qui c’è sempre lo zampino della Regione Abruzzo, si è chiesto se aumenteranno le corse a vuoto con la bretella e se verranno comunque “tollerate”? E nel mentre continua a citare a oltranza l’esempio “TRANSIBERIANA” dimenticando (spero) che il trionfo è dovuto alla sola testardaggine dei ragazzi di Isernia e che è e rimane un solo “LORO SUCCESSO”, ma ora tutti a “inzupparci”, anche lei. Ora vuol far credere che la bretella AQ-PE, parliamo sempre di questo e lo tenga sempre a mente, replicherà il successone della “Transiberiana (ora Ferrovia dei Parchi)”, e perché mai non già da ora e con una tratta ferroviaria “ancora” funzionate? E perché la Regione non vi ha già pensato? Si deve attendere la chiusura della tratta così funziona bene e meglio? Riguardo la Polfer, queste le presenze in Regione: Prov. AQ: L’Aquila, Avezzano; Prov. CH: Vasto; Prov. PE: Pescara; Prov. TE: Giulianova; verifichi o ricontrolli meglio le sue fonti. Non sono certamente io a negare/rifiutare il progresso, dove l’ha letto? E comunque mi dovrebbe spiegare il perché dei tagli avviene in misura maggiore sullo scalo di Sulmona e non altrove dove invece viene spostato ciò che già prima era qui, e sulla funzionalità / velocità qualche dubbio io me lo porrei, magari confronti un vecchio orario, uno di quelli belli cartacei tascabili di una volta con gli orari attuali. Anche se fuori tema, ma l’importanza del quesito ammette qualsiasi deroga, mi meraviglio di come non si sia chiesto e risposto da solo su quali le motivazioni a tutto campo del calo massiccio demografico qui in città e quali le azioni che lo hanno determinato. Non si tratta di opporsi… lo fanno qui per salvare altri altrove… Comunque!

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        • 13 Novembre 2022 in 21:23
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          Le ricordo che l’oggetto del discutere è incentrato unicamente sull’utilità della bretella nel sistema di trasporti regionale e della sua relazione con lo scalo ferroviario cittadino. Noto con favore e non stupore, come sia scomparso la sua argomentazione del new look della stazione relazionata con la bretella, che evidentemente era fuori luogo, come noto che dei decantati benefici di questa bretella “per lo scalo di Sulmona” ancora non leggo/ascolto un solo rigo da lei come da l’ex AD di RFI, che tengo a precisare ha tenuto ha chiarire che RFI “costruisce” in una chiara quanto corretta ottica aziendale affaristica, “ciò che ha commissionato la Regione Abruzzo” e che risulta essere “l’esclusivo volere di collegare direttamente i due capoluoghi”. Quindi la invito nuovamente a “quantificare in soldoni” quale “sinergia”, quale “baricentro” porta questa bretella per lo scalo e soprattutto “quali sono le figure” (fisiche come istituzionali) che dovrebbero comporre questa “SQUADRA”, che dovrebbe contrastare l’unica “SQUADRA OPPOSTA” conosciuta e riconosciuta che è la POLITICA REGIONALE, se poi lei non vede “nemici all’orizzonte., ha visto e continua a vedere un’altra “partita” Altra nota dolente, tanto veritiera quanto curiosa è quella delle “corse a vuoto”, da decenni a suo dire che stranamente (!?) vengono tagliate e successivamente chiuse come tratte solo nelle zone più marginali, sarà un caso (!?) e qui c’è sempre lo zampino della Regione Abruzzo, si è chiesto se aumenteranno le corse a vuoto con la bretella e se verranno comunque “tollerate”? E nel mentre continua a citare a oltranza l’esempio “TRANSIBERIANA” dimenticando (spero) che il trionfo è dovuto alla sola testardaggine dei ragazzi di Isernia e che è e rimane un solo “LORO SUCCESSO”, ma ora tutti a “inzupparci”, anche lei. Ora vuol far credere che la bretella AQ-PE, parliamo sempre di questo e lo tenga sempre a mente, replicherà il successone della “Transiberiana (ora Ferrovia dei Parchi)”, e perché mai non già da ora e con una tratta ferroviaria “ancora” funzionate? E perché la Regione non vi ha già pensato? Si deve attendere la chiusura della tratta così funziona bene e meglio? Riguardo la Polfer, queste le presenze in Regione: Prov. AQ: L’Aquila, Avezzano; Prov. CH: Vasto; Prov. PE: Pescara; Prov. TE: Giulianova; verifichi o ricontrolli meglio le sue fonti. Non sono certamente io a negare/rifiutare il progresso, dove l’ha letto? E comunque mi dovrebbe spiegare il perché dei tagli avviene in misura maggiore sullo scalo di Sulmona e non altrove dove invece viene spostato ciò che già prima era qui, e sulla funzionalità / velocità qualche dubbio io me lo porrei, magari confronti un vecchio orario, uno di quelli belli cartacei tascabili di una volta con gli orari attuali. Anche se fuori tema, ma l’importanza del quesito ammette qualsiasi deroga, mi meraviglio di come non si sia chiesto e risposto da solo su quali le motivazioni a tutto campo del calo massiccio demografico qui in città e quali le azioni che lo hanno determinato. Non si tratta di opporsi… lo fanno qui per salvare altri altrove… Comunque!

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  • 12 Novembre 2022 in 15:56
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    Il “restare in mutande” era chiaramente un termine di “beffardia”, relazionato alla nascente “bretella” ferroviaria. Verissimo l’essere rimasti di pelle e ossa se incentrato su di un discorso molto più ampio di spoliazioni anche “secolari”, ma se le stesse continuano vuol dire che c’è ancora da arraffare e anche se non sembra (e dovremmo essere “cecati del tutto” e lo sono certamente i politici “acconsentatori”) stiamo cedendo, trapassata la flaccida pelle, gli ultimi “organi vitali” (la stazione ferroviaria per l’appunto) che fecero anche la fortuna della città, e il “trapasso finale” si manifesta sempre più vicino, ma non tutto andrà perso, venderanno cara la pelle (forse) mentre le ossa le terranno per il brodo. MA DI TUTTO CIO’ NESSUNO SE NE PREOCCUPA, PER LA LORO SALVEZZA ATTUALE E FUTURA!!! Oggi vi sarà l’evento in teatro del “turismo ferroviario” e in un non lontano futuro vi sarà la replica all’evento per elogiare il “nuovo turismo funerario in treno di una vallata”. Ridiamoci sopra, come faranno in tanti oggi e se possibile buttiamoci dentro anche una prece a imperituro ricordo del futuro accadimento, e degli immemori politicanti solidali con i soloni della politica dei trasporti realizzatori di tale sfacelo. I siti di riferimento dei trasporti ferroviari quali “ferrovie” .info e .it, “fondazione f s” .it, “fs news” .it spero ne mantengano il ricordo… e che già domani diano un reale resoconto dell’evento… almeno loro!!!

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  • 12 Novembre 2022 in 11:30
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    politici deleteri..per tutti..povera sulmona…

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  • 11 Novembre 2022 in 20:39
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    A caldo mi sento di condividere pienamente quanto scritto nell’articolo. Non so se, riflettendo poi sulla questione, troverò un qualcosa che mi faccia ricredere o che, al contrario, mi farà ancor più deprecare questo ulteriore sperpero di denaro. Inoltre, è una decisione che, lo capirebbe anche un imbecille, ridimensiona ancora di più la nostra Stazione senza apportare significativi vantaggi ai fruitori del servizio ferroviario.

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