LA CULTURA SBARCA A CASTEL DI SANGRO CON LA DEPUTAZIONE DI STORIA PATRIA

di Luigi Liberatore – E’ davvero una domenica “storica” per Castel di Sangro, ma storica davvero, mica di quelle estive che si ricordano solo per l’arrivo del Napoli calcio. E’ una domenica che fortunatamente esce dal mediocre clichèaffaristico-sportivo, perché nella galleria polifunzionale di piazza Plebiscito entra la Deputazione abruzzese di storia patria. Castel di Sangro deve essere riconoscente di questa iniziativa, che ha il sapore del tocco di “classe”, al suo sindaco, Angelo Caruso, non solo abile amministratore di piani regolatori e bilanci contabili, e soprattutto all’anima culturale della città, al silenzioso e poliedrico Terzio Di Carlo, il quale riesce a sottrarre la stessa città, con iniziative di interesse non esclusivamente bottegaie, dalla ossessione di far aumentare gli incassi e ridurre le spese. Cosa mai sarà questa Deputazione? Domanda legittima per chi non sa che la prima fu fondata da Carlo Alberto, il re, e non da Carlos Alberto, il centrocampista della Fluminense. Le deputazioni di storia patria sono istituti che si occupano di incentivare studi storici relativi ai territori italiani e di promuovere le pubblicazioni. Quella abruzzese è ultra centenaria e vi hanno dato contributo uomini come Benedetto Croce e Giovanni Gentile, sicchè fa tappa a Castel di Sangro col suo grande peso di storia e di cultura. Ci vorrebbero mani ben più esperte delle mie per declinare questo evento di cui la città deve portare orgoglio, e che si pone come momento non aleatorio rispetto alle difficoltà quotidiane con le quali siamo purtroppo obbligati a fare i conti. L’appuntamento è per domenica alle 9.30, in piazza Plebiscito, cui seguiranno comunicazioni e una visita guidata al museo Aufidenate. Per finire, in scioltezza, ripeto ciò che ci ha lasciato scritto il poeta Orazio: “Carmina non dantpanem, come a dire che di cultura non si vive. Guardate, però, che domenica terrà la relazione il presidente della Deputazione abruzzese, il professore Fabrizio Marinelli, studioso di usi civici, proprietà demaniali e collettive. Mi sembra che Castel di Sangro e parte dell’Abruzzo siano immersi in questa palude del diritto, per cui c’è pure convenienza andare ad ascoltarlo.

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