IL COMUNE NON CI LEVI LE CASTAGNE DAL FUOCO…

di Luigi Liberatore – Non è giusto volgere lo sguardo altrove. Non è giusto tacere. Non è giusto soccombere. Ecco, io sarei d’accordo anche ad un atto rivoluzionario pur di impedire che in autunno scompaiano da sotto gli archi dell’acquedotto le caldarroste. Per due castagne? Sì! L’ordine di sloggiare all’uomo delle caldarroste sarà pure legittimo, ma rappresenta un tratto di penna vergognoso col quale si cancella qualcosa di sacro per la città di Sulmona, togliendo una immagine che si perpetua con dolcezza e che richiama ancestrali stati di benessere spirituale. Vallo a spiegare ai ragazzini, alle madri, ai vecchi che l’uomo delle caldarroste non c’è più lì sotto perché una legge dice così. No, non capiranno mai quale sia la differenza che esiste tra un ambulante, tra uno a posto assegnato e tra uno itinerante: diranno, ma è quello che vende le castagne arrostite. Ecco, lo diciamo pure noi con quella inflessione ingenua che scapperà dalla bocca di un bambino non vedendo più il banchetto delle caldarroste. La legge? Bè, esiste pure la famosa deroga, un istituto che in Italia si utilizza per tutto e per tutti, proprio per sanare le ingiustizie che la giustizia stessa crea. Sindaco Di Piero, per carità, non resti ingabbiato tra articoli e commi, almeno in questo caso che non è di poco conto. Faccia ancora salire il profumo autunnale che si leva da sotto gli archi: è un rito per la città. Per una volta tanto, non ci levi le castagne dal fuoco

un commento su “IL COMUNE NON CI LEVI LE CASTAGNE DAL FUOCO…

  • 8 Ottobre 2022 in 07:05
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    Il castagnaro va sloggiato e multato ma le altre occupazioni del suolo pubblico delle altre attività in Corso Ovidio ed in altre zone della città sono autorizzate da chi di competenza? Se non lo sono perché non vengono fatte rimuovere? Al mercato settimanale di Piazza Garibaldi tutto in regola?

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