IL SOGNO DEL MAESTRO DI SCI JACOPO PETROCCO, UN PROGETTO PER AFFRONTARE LA DISABILITA’

Sono Jacopo Petrocco, sono un ragazzo in carrozzina svolgo la professione di maestro di sci e altro mi piacerebbe diffondere la mia storia sportiva e quotidiana e la mia  richiesta   è semplicemente di visibilità e dar voce a questo progetto. Nasci e non decidi come, non puoi decidere perché, nasci prematuramente di sei mesi e mezzo circa e ti diagnosticano una tetraparesi  spastica distonica. Nasci con dei limiti motori che non sono per te naturali e con quella stessa naturalezza inizi a combatterli e conviverci, step by step . I sintomi della  patologia, a contatto con una personalità molto forte e determinata, tramutano attraverso la pratica di tanto e sano sport e con il passare degli anni, in un orgoglioso recupero della parte alta del corpo. Sei nato, sei cresciuto come tutte le altre vite,  ogni mattina, o quasi, sorridi al dono di una nuova giornata da scoprire. A cosa sto pensando …In questo momento rifletto dentro di me e analizzo quella che è la mia la mia persona .Mi definisco una persona sensibile, nello stesso tempo vengo definito una persona testarda, determinata ma riflessiva, spesso e volentieri anche impulsiva, questo perché la vita spesso mi mette di fronte ad ostacoli molto più complessi da superare, rispetto agli altri, ma io non mi fermo di fronte la prima difficoltà. So che se e quando voglio io sposto anche le montagne ma poi  mi trovo a interagire con persone che non sanno andare oltre una semplice apparenza un muro di gomma ! ! ! Tanti non vedono lo spessore della mia personalità ma solo l’ingombro della mia sedia. Io sono io! Sono una testa pensante con un cuore, un’anima e un carattere giusto o sbagliato che sia,quindi,  prima di essere descritto spesso e volentieri, come il ragazzo in carrozzina, vorrei ribadire che su quel mezzo  c’è una persona che si chiama Jacopo … un filosofo  diceva “cogito ergo sum”. Mi chiamo Jacopo Petrocco ho trent’anni e sono una persona con disabilità motoria, vivo in Abruzzo precisamente a Scanno un paesino nel cuore dell’Abruzzo. Vorrei sottoporre alla vostra attenzione la mia esperienza sportiva e il mio piccolo progetto riguardo lo sci ; già dall’età di sei anni avendo  un papà maestro di sci ( che te mancato ormai 5 anni fa) mi sono avvicinato a questa disciplina iniziando con l’indossare gli sci ai piedi, sostenuto da una persona, in seguito sono dovuto passare al monosci. Essendo la mia diagnosi una  tetraparesi spastica  conseguenziale ad un parto gemellare prematuro. Ho trovato serie difficoltà nella gestione dell’attrezzo in maniera autonoma, ho quindi nel tempo, maturato la volontà di apportare delle modifiche che mi permettessero una gestione autonoma  più fluida e sicura dell’attrezzo ! Avendo la compromissione anche degli arti superiori ho dovuto ingegnarmi per costruire uno stabilizzatore di sostegno al di sotto del guscio che mi consente di di restare in equilibrio durante il cambio di direzione con gli stabilizzatori.Tutto questo progetto con non poche difficoltà lo sto autofinanziando , grazie a tanti sacrifici economici. Oltre all’aspetto pratico ho lavorato anche  soprattutto sotto l’aspetto didattico ovvero è stato riesaminato attentamente il testo tecnico dei maestri di sci ed è stato reso fruibile per tutte le disabilità e non solo ; almeno questo era ed è il mio intento. Finalmente il 21 dicembre 2020 grazie al collegio maestri di sci Abruzzo mi è stato conferito honoris causa il brevetto da maestro di sci. Ringrazio il collegio maestri di sci, il direttivo e il presidente Francesco Di Donato. Tornando a parlare di difficoltà economiche vorrei ulteriormente soffermarmi sul discorso di vita quotidiana: ovvero essendo una persone tetraparetica è tutto più difficile, si ha bisogno di aiuto, di presidi che migliorino la quotidianità e che mi consentino di essere maggiormente autonomo ed indipendente. Al momento sto cercando di svolgere la professione di maestro di sci e non è facile, sempre con lo stesso obiettivo di creare gruppi eterogenei di persone per poter rendere reale il concetto di inclusione; ogni giorno percorro tanti chilometri per proporre me stesso i miei progetti di sport e tempo libero ovvio che sarebbe auspicabile la possibilità pratica ed economica di poter realizzare in modo concreto tutto questo ed è altrettanto ovvio che con le mie sole forze difficilmente ci riuscirò ancora nel tempo. Raggiungere questo, per me, non è solo non un obiettivo ma un sogno da realizzare.

Jacopo Petrocco