GRATTERI, CARUGNO: CONTRO DI ME LINCIAGGIO MEDIATICO E IL PD PRENDE ATTO DELLE SUE PRECISAZIONI

La polemica sull’articolo del candidato di centrosinistra, Massimo Carugno, apparso sulle colonne de Il Riformista, non si placa. Anzi Carugno, dopo il fuoco di fila provocato dal suo articolo, riguardo alle attività del magistrato Nicola Gratteri, dice di essere vittima di un linciaggio mediatico. Il Pd abruzzese dopo aver espresso piena solidarietà al magistrato Gratteri e a quanti sono impegnati nella lotta alla mafia e alla criminalità, prende atto delle precisazioni del suo candidato. “Ora basta. Il mio articolo sul quotidiano Il Riformista contiene tutta una serie di ampie osservazioni sulla legge elettorale e su temi di politica generale, all’interno del quale il riferimento ai metodi di indagine usati in Calabria era minimamente incidentale e ironico come tutto il corpo dell’articolo – afferma Carugno – Invece di badare all’intero contenuto della mia nota si è voluto scatenare contro di me un vero e proprio linciaggio mediatico facendo leva su toni scandalistici, cercando di farmi passare come un nemico dei magistrati che indagano per mafia e implicitamente fiancheggiatore dei mafiosi e dei criminali. Sono un avvocato e un socialista, scrivo libri, e chi mi conosce, a Sulmona e in Abruzzo, è ben consapevole della mia storia riformista e garantista. Nulla contro i magistrati che combattono le mafie e grande apprezzamento per le loro persone e le loro guerre che spero che vincano definitivamente comprese quelle di Gratteri in Calabria. Ma le regole del processo vanno osservate e la libertà degli innocenti va rispettata”. Secondo Carugno “arrestare una gran massa di persone che poi risultano estranee ai fatti e alle accuse e vengono  successivamente scarcerate non è un metodo che può essere condiviso neanche se viene utilizzato in indagini contro le mafie e neanche se viene utilizzato dal Procuratore che sta indagando in Calabria. Il garantismo non è una strategia per far ottenere l’impunità ai criminali, ma è un movimento culturale che pretende il rispetto delle regole costituzionali e processuali nell’interesse di tutta la collettività. Come è giusto che sia”. “I toni scandalistici usati in questa vicenda da diversi politici abruzzesi sono una evidente strumentalizzazione contro di me e contro la coalizione che mi ospita come candidato, destinata a destabilizzare la campagna elettorale. Ma io non mi fermerò e andrò avanti fino in fondo sino al 25 settembre. Non mi offende chi dissente dalla mia cultura garantista e rispetto se manifesta il suo dissenso in maniera civile e garbata. Mi indigna invece chi, facendo leva su toni infuocati e scandalistici, attaccandomi nella mia sfera personale, usa termini come “vergogna” e “aberrante” e riempie i suoi commenti, sui  comunicati e sui social, di insinuazioni destinate ad attaccare e intaccare il mio senso dell’etica e della morale. Un modo di fare politica incivile, una strumentalizzazione creata ad arte da chi, evidentemente, ha ben poco da dire all’elettorato e ben poco da raccontare sull’opera svolta nel precedente mandato come i 5Stelle” accusa l’esponente socialista. “Leggo anche rilievi contro di me da parte di chi, come l’onorevole D’Alessandro, premette di definirsi garantista, appartiene a un movimento politico nella sua natura garantista e ha un leader che rivendica il suo garantismo specie tutte le volte che viene perseguito. Il paradosso non ha fondo e spesso sfocia nel ridicolo” conclude il candidato Pd. In una nota il Pd regionale dichiara di prendere atto delle precisazioni di Massimo Carugno, “in merito ad un inciso del suo articolo sul Riformista che parlando di altro faceva riferimento alle indagini del procuratore Gratteri. La sua  solidarietà al Procuratore di Catanzaro e a tutti i magistrati che sono impegnati nella lotta alle mafie non può che trovarci concordi”. “Invitiamo tutti ad evitare ulteriori strumentalizzazioni elettorali, soprattutto da parte di esponenti di partiti, che in più di una occasione hanno attaccato l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, che per noi è invece un principio sacrosanto. Non spetta alla politica esprimere valutazioni giudiziarie sull’andamento delle indagini, che per fortuna sono affidate ad una pluralità di gradi di giudizio. Alla politica spetta fornire strumenti e risorse alla forze dell’ordine e ai magistrati impegnati nel contrasto della criminalità organizzata, ed è quanto faremo al governo del Paese, con il consenso dei cittadini” conclude il Pd abruzzese.

Un pensiero su “GRATTERI, CARUGNO: CONTRO DI ME LINCIAGGIO MEDIATICO E IL PD PRENDE ATTO DELLE SUE PRECISAZIONI

  • 7 Settembre 2022 in 23:34
    Permalink

    Nel Gorgia,Platone, si interrogava se i medici fossero scienziati oppure uomini d’affari,,,,,
    figuriamoci i magistrati.
    Chi inventa le malattie e chi le mafie.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.