GRATTERI, DA DI GIROLAMO E NANNARONE ATTACCO FRONTALE AL CANDIDATO CARUGNO

Il candidato socialista al Senato, nelle liste Pd, Massimo Carugno, finisce ormai travolto dalle polemiche. Aberranti. Solo così possono essere commentate le parole di Massimo Carugno, candidato uninominale per il centrosinistra in Abruzzo – accusa la senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo – Una serie di dichiarazioni vergognose, prima tra tutte quella contro Nicola Gratteri di cui critica aspramente la modalità di lotta alla criminalità organizzata, sbeffeggiando uno degli uomini al momento più impegnati nella lotta alle mafie, un uomo che ha sacrificato e sta continuando a sacrificare la sua sicurezza, la sua incolumità, oltre a quella dei suoi cari, per un bene superiore, per valori come la legalità e la giustizia”. “Poi passa ad attaccare il Movimento 5 Stelle per aver contrastato la casta, (che lui evidentemente ci tiene a proteggere), tagliando il numero dei parlamentari per un risparmio di 300mila euro al giorno. Una nostra proposta che gli italiani hanno poi votato con un referendum, rendendola realtà” precisa la senatrice. “L’articolo scritto da Carugno è pieno di insinuazioni, insulti e falsità; è sconclusionato, irrispettoso. E sarebbero queste le persone che rappresentano il centrosinistra in Italia?” conclude Di Girolamo.  Intanto Teresa Nannarone, attende di conoscere se le convinzioni del candidato Pd rispecchino o meno l’orientamento del centrosinistra. “La risposta di Carugno è una pezza peggiore del buco. Solo una persona in malafede può bollare l’attività di Gratteri come un costante buco nell’acqua o una sorta di “sagra della manetta” attacca Nannarone. “Viene da chiedersi da dove il Carugno abbia preso i dati da cui trae con tanta sicumera la convinzione che le inchieste di Gratteri siano dei costanti fallimenti quando è evidente il contrario..Si può contestare il metodo, ma non si possono certo nascondere i meriti né i risultati conseguiti dal magistrato per la lotta alla ‘ndrangheta” sottolinea il capogruppo consiliare di Sulmona Libera e Forte.
“Viceversa il ragionamento di Carugno non contiene un solo passaggio giuridico ma è unicamente una livorosa aggressione sul piano personale a scopo di propaganda. E non stupisce del resto che una parte della politica sia allineata sulle posizioni di Carugno, visto che Gratteri non si fa scrupolo ad indagare i rapporti tra politica e criminalità. E il Carugno non si accorge neppure, quando parla della nomina a Procuratore Nazionale Antimafia, di aver fotografato il più alto punto di contatto tra Gratteri e Falcone:  quando Falcone era in vita fu più volte “bocciato” quando chiese di dirigere uffici fondamentali per la lotta alle mafie, proprio come Gratteri. Inutile continuare, l’intento di delegittimare il magistrato è chiaro” afferma ancora Nannarone. “Diventa a questo punto imprescindibile capire se le convinzioni di Carugno siano sue personali o rispecchino l’orientamento dei partiti della coalizione che lo ha candidato.Chi tace è complice” conclude.

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