CASTELVECCHIO, NONNA OLGA SPEGNE CENTO CANDELINE: GENETICA E AMBIENTE L’ELISIR DI LUNGA VITA

Nonna Olga, classe ’22, ha spento cento candeline, ieri, a Castelvecchio Subequo, festeggiata dai figli, Guido tornato dal Friuli per la felice occasione, Bruna e parenti. Sebbene nativa della provincia di Rieti, Poggio Mirteto, dove il marito Amedeo, castelvecchiese, l’aveva conosciuta lavorando in quella località da minatore, subito, fin dal 1942 si è trasferita ed è diventata castelvecchiese, dove ormai vive da ottanta anni, inserendosi e partecipando alle attività della comunità subequana; nonostante il suo accento reatino originario trapelasse, al punto che gli stessi amici del figlio, ripetevano il modo in cui la mamma  ricercava il figlio da bambino: “avete visto Guido meo?”. I figli ricordano i tanti sacrifici sopportati dai genitori in quegli anni, finita la guerra con un’Italia da ricostruire, il lavoro di minatore del papà, lontano da casa  e la mamma che  si sostituiva anche alla sua figura. Pertanto, volendo esprimere una risposta alla sua longevità,  “Guido meo” asserisce che, per quanto riguarda il suo stile di vita,  potrebbero essere riconducibili al suo attaccamento alla famiglia, al lavoro, al carattere sorridente  ed aperto, al canto  ed alla fede religiosa. Dal 2003 e per vari anni  il territorio della Comunità montana Sirentina è stato oggetto di un’interessante ricerca sulla longevità e l’invecchiamento, studiando tutti gli ultra ottantenni nei vari comuni, denominata “Sirente Study”: Tale ricerca ha avuto molta eco soprattutto negli ambienti scientifici stranieri, realizzata dai gereontologi  dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che operavano anche nella residenza sanitaria anziani di Fontecchio  “Santa Maria della Pace”, struttura ad essa collegata. Tale ricerca considerava, in effetti tre fattori correlati alla longevità ed all’invecchiamento:  genetica, ambiente e stile di vita.

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