QUASI UN MIGLIAIO DI RESIDENTI IN CALO NEL CENTRO ABRUZZO, ANCHE SULMONA PERDE ABITANTI: DA REGIONE SOLO PALLIATIVI

Quasi un migliaio di abitanti perde in un anno il Centro Abruzzo e tra i centri più penalizzati dallo spopolamento c’è Sulmona. A denunciare la crisi demografica sono dati Istat. Sulmona, in un anno, tra il primo gennaio 2021 e gennaio 2022, ha perso ben 255 cittadini subendo un calo dell’1,14%. Tra valle Peligna, Valle Subequana, Valle del Sagittario e Alto Sangro la discesa demografica si è attestata sui 663 residenti. Pratola Peligna ha perso 62 residenti (calo dello 0,87%), Castel di Sangro 23 (calo dello 0,35%), Raiano 55 (calo del 2,11%) e Cansano 16 (calo del 7,80%). Segnali di spopolamento anche per Prezza (da 920 a 873, meno 5,38%), Anversa degli Abruzzi (da 318 a 304, meno 4,61%), Gagliano Aterno (da 244 a 234, meno 4,27%) e Campo di Giove (da 780 a 750, meno 4%). Con l’assegno di natalità la Regione tenta di porre un freno al calo demografico. Ma gli incentivi per restare nelle aree interne con tutta probabilità sono altri. Gli attuali somigliano molto da vicino a semplici palliativi. Intanto su proposta dell’assessore regionale alle aree interne Guido Liris, la giunta regionale ha approvato il rifinanziamento della legge contro lo spopolamento dei Comuni montani per un importo complessivo di mezzo milione di euro per il 2023 e per 1 milione e mezzo di euro per il 2024”, come si legge in una nota, che continua: “Approvata a dicembre dello scorso anno, la legge prevede un assegno di natalità quale misura specifica di sostegno per favorire l’incremento delle nascite e valorizzare la genitorialità nei piccoli Comuni di montagna, che viene corrisposto in favore dei nuclei familiari per ogni figlio nato a decorrere dal 1° gennaio 2022 fino al compimento dei tre anni di età del bambino, o per ogni minore adottato o in affido a decorrere dal 1° gennaio 2022 fino al compimento dei tre anni di età del bambino o alla cessazione dell’affido qualora avvenga prima del compimento dei tre anni”. Quindi sulle cifre: “Vengono assegnati 2.500 euro l’anno ai nuclei familiari in cui il figlio nato, adottato o in affido sia riconosciuto disabile grave oppure in cui sia presente un solo genitore; 2.400 euro annui ai nuclei familiari per ogni primo figlio nato, adottato o in affido; 2.300 euro annui in favore dei nuclei familiari per ogni figlio nato, adottato o in affido successivo al primo. L’assegno spetta anche nei seguenti casi: parto plurimo; adozione o affido di più minori di età inferiore ai tre anni; nuovi nati/adottati/affidati all’interno dello stesso nucleo familiare nell’arco del triennio”. “L’esecutivo ha poi dato il via libera al Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) della Regione Abruzzo, che contiene l’aggiornamento delle schede obiettivi di alcuni settori dell’ente”.

9 pensieri su “QUASI UN MIGLIAIO DI RESIDENTI IN CALO NEL CENTRO ABRUZZO, ANCHE SULMONA PERDE ABITANTI: DA REGIONE SOLO PALLIATIVI

  • 28 Agosto 2022 in 01:41
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    Il governo centrale prof. Draghi ha la ricetta giusta per la regione Abruzzo. Gli abruzzesi non credono più alle favole dei politici locali e nazionali. La speranza è nella delicata situazione internazionale dove l’Abruzzo potrebbe giocarsi la carta per un nuovo progetto operativo per le aree interne. Buonanotte Matteo Restaino abruzzese di Sulmona che vive da molti anni fuori regione.

  • 27 Agosto 2022 in 19:33
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    È lampante che sia il lavoro quello che manca (e ovunque nel Paese).
    Purtroppo alla carestia di lavoro, si aggiunge la voluta e applicata “missione di regressione socio-culturale” sulla città (e ora paesotto) messa in atto dalla politica regionale che ha già dato da anni i suoi frutti amari e difficilmente la città “autonomamente” sarà capace di riprendersi con le proprie poverine forze.

    È quindi indubbio che per come è crollata la capacità di risposta della cittadinanza, del tessuto economico (ormai formata in gran parte da anziani) non vi sarà possibilità e capacità alcuna di una risposta interna.
    La città ha bisogno di linfa “giovanile” ora emigrata, per non dire “espulsa”, le possibilità e le idee non mancano, ma su ha la necessità di una risposta globale che si autoalimenta e si autosostiene per mantenersi e far crescere l’intera città e non solo determinati settori.

  • 27 Agosto 2022 in 09:30
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    Assolutamente giusto, mia figlia si è trasferita in questa terra meravigliosa che frequentiamo da oltre 20 anni, purtroppo stiamo vivendo anche noi il declino lento ma c’è, per la parte turistica,non ci sono investimenti da parte ne dei privati e tanto meno da parte della politica tutto scorre perché deve scorrere. Peccato….

  • 27 Agosto 2022 in 00:11
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    Ma ci saranno dei peligni con le palle disposti a difendere questo territorio dagli attacchi della politica?
    Io ci sto e voi?

  • 27 Agosto 2022 in 00:07
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    È proprio la politica a tutti i livelli ed in maniera trasversale che sta consapevolmente e scientificamente smantellando le aree interne. Ma di che cazzo stiamo parlando. Ci stanno prendendo per il culo come sempre. Prima hanno lasciato che venisse fatta fuori la caserma, tra un po’ toccherà al tribunale, poi passeremo al punto nascita e via via tutto il resto perché ovviamente, man mano che si perdono pezzi si perde popolazione, opportunità e speranze per il futuro. È come il cane che si morde la coda. Dopo aver viscidamente progettato la distruzione delle aree interne fanno finta di rimediare con i pannicielli caldi.
    Ma andate aff….lo!!

  • 26 Agosto 2022 in 21:37
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    Sulmona 26. 08.2022

    Quando si calpesta la Costituzione su cui i nostri padri hanno lottato, sono morti, chiudendo ospedali, tribunali, servizi essenziali per la popolazione, ma di che stiamo parlando? Ma la responsabilità sociale è del popolo perché qui la mentalità retrograda ottocentesca autodistruttiva sulmonese che non fa nulla per crescere. Il lavoro c’è con un immenso patrimonio culturale, storico, archeologico, paesaggistico, enogastronomico, agricolo immenso, tutto questo se ben promosso creerebbe almeno 50000 posti di lavoro effettivi,, la gente è abituata ad aspettare che dal cielo casca l’imprenditore che apre la fabbrichetta e per conoscenze politiche crea lavoro. La Valle Peligna ha perso ben 15000 posti di lavoro in 15 anni. Molti laureati vanno via e conosco i genitori di questi giovani. Il cancro è la politica ed i suoi costi, abbiamo le istituzioni politiche più costose al mondo, un imprenditore non può pagare 1600 euro netti ad un operaio se ne deve cacciare il doppio in tasse per mantenere le istituzioni inutili ed improduttive. A quanto lo deve vendere il suo prodotto con la concorrenza estera? Non ci escono con le spese e gli investimenti. Meditate gente Peligna meditate. Ovidio e Capograssi si stanno rigirando nelle tombe.
    distinti saluti
    Domenico Silla

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  • 26 Agosto 2022 in 15:37
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    Qualcuno dovrebbe ricordare al nostro caro presidente Marsilio & Co. che per nascere c’è bisogno di un punto nascita e dei servizi essenziali per potere poi rimanere e vivere nel luogo dove si nasce.

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    • 27 Agosto 2022 in 09:12
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      Gli incentivi per avere una funzione incentivante devono essere consistenti. Con 100 e al mese non si ottiene alcun risultato. Dati i bassi numeri, si potrebbero assegnate 24000 euro per ogni nato, per almeno 5 anni. Cifra che consentirebbe di aggiustarsi la casa o ovviare una attività o comunque di guardare il futuro con ottimismo. Altrinenti meglio andare in Germania.

    • 27 Agosto 2022 in 14:45
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      Perché mai la diminuzione della popolazione dovrebbe essere un fattore negativo? L’italia e il mondo sono sovrappopolati, le risorse si stanno esaurendo, la natura è al collasso, i consumi crescenti ci sommergono di rifiuti e di veleni, il continuo e crescente consumo del territorio renderà il nostro paese un’unica lastra di cemento. Fra 50 anni la popolazione sarà raddoppiata, centinaia di milioni di africani dovranno migrare per sopravvivere alla catastrofe climatica…

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