UNA SERATA ALLA RISCOPERTA DEL DIALETTO POPOLESE (video)

Riscoprire il dialetto come identità di una comunità e come patrimonio collettivo è stato lo scopo della serata organizzata ieri a Popoli, proprio per ritrovare il dialetto originale, tramandato da nonni e genitori e spesso parlato ancora in casa o in paese. A tutti i partecipanti è stato imposto di parlare in dialetto e di portare ognuno per le proprie conoscenze un contributo a questa originale iniziativa, più unica che rara. La serata si è svolta al ristorante Magnoz, dell’hotel Tremonti, nella serata di venerdì scorso, dove si sono dati appuntamento gli amanti del dialetto popolese appartenenti all’omonimo gruppo di Facebook e a Memorie di Popoli. Tra i presenti molti popolesi residenti all’estero, custodi di un dialetto ancora privo di contaminazioni che sono entrate nella lingua con il passare degli anni e con le influenze sempre più marcate della lingua italiana. Sono stati soprattutto loro a riscoprire alcuni termini non più in uso nella parlata corrente. Anche se la star della serata è stata la signora Azelia La Capruccia che ha recitato una poesia in dialetto da Bonifacio Cafarelli, promotore e vera anima dell’iniziativa. Tra un piatto di spaghetti ai gamberi e una trota arrosto la serata è trascorsa tra tradizione e gusto. Lo stesso Cafarelli si è esibito in un appassionante monologo, durato oltre dieci minuti, dando un tocco cabarettistico alla stessa performance. “I nostri ragazzi spesso non sono più abituati a parlare il vero dialetto popolese e questo patrimonio di cultura e di tradizioni che rappresenta le nostre radici rischia di andare perso – ha sottolineato Cafarelli – e questa iniziativa e altre che la seguiranno vanno proprio nella direzione di tutelare le nostre tradizioni che vanno salvate”.