GIULIANTE MESSO “FUORI” SOLO PER IL SUO ORGOGLIO

di Luigi liberatore – Gli autobus regionali continuano a viaggiare, come se nulla fosse successo. D’altronde è così, e deve essere così, quando si ha a che fare con una società pubblica di servizi, come quella dei trasporti abruzzesi. Il cambio ai vertici di TUA non ha interessato gli utenti, i quali hanno continuato a beneficiare del trasporto, a pagamento (s’intende), senza immaginare quanto si stesse concludendo a livello politico. Non parliamo di rivoluzione, perché alla fine a pagare il “costo” del biglietto sono stati un paio soltanto: il presidente, “disarcionato”, cioè Gianfranco Giuliante, e il suo vice, Guido Cerolini Forlini, il cui cognome ci rimanda ad un titolare storico di linee automobilistiche pubbliche in Altosangro, Forlini appunto, con cui avevamo a che fare noi studenti, oltre mezzo secolo fa. Capisco che ci stiamo spostando dalla riflessione iniziale. Vogliamo affrontare, invece, le modalità utilizzate per il cambio ai vertici di TUA, ma attraverso la visuale della nostra modesta finestra, che non è quella dei bizantinismi, numerici o filosofici, delle segreterie politiche. No. Anoi piace guardare in faccia i risultati, e soprattutto la lealtà con la quale ci vengano prospettati obiettivi e persone. Abbiamo seguito con attenzione gli sviluppi di TUA; le relazioni sindacali all’interno della società pubblica dei trasporti abruzzesi; il problema delle assunzioni e del coraggio avuto nell’affrontare le crisi. Bene. E’ fuori dal nostro operato intervenire nella evoluzione di fatti e vicende che, d’altronde, ci fanno davvero sentire come elementi residuali. Però tutto quanto avviene non può vederci estranei a qualche riflessione. Il presidente Gianfranco Giuliante è stato estromesso, io dico defenestrato, dalla sua carica di presidente della società dei trasporti pubblici abruzzesi(TUA) per il suo orgoglio soltanto, mica perchè non ha fatto bene. Anzi, i risultati, porterebbero ad altre valutazioni. Lui ha voluto ribadire, come ha fatto nel corso della sua lunga e travagliata carriera, da politico e da manager in politica, la sua indipendenza che, purtroppo, nelle segrete stanze, è vista come intolleranza. Ma la politica è fatta di martiri e giustizieri: Giuliante, che non è stato né tollerante né obbediente, appartiene alla prima categoria. Forlini, purtroppo, segue la soccombenza. Ma De Angelis, il successore, si prepari al sacrificio

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