O CON CASCIANI O IN QUALCHE …GULAG

di Luigi Liberatore – Mentre tutto frana, o sembra che attorno si aprano le voragini, il vice sindaco di Sulmona va avanti, nonostante le defezioni dal Circolo Pd, di cui è segretario, aumentino. Il presidente del Pd, nonché consigliere comunale e primo degli eletti alla tornata di ottobre scorso, Teresa Nannarone, si è congedata dalpartito, portandosi come dote diversi altri iscritti ed esponenti della coalizione che governa la città, ponendo così termine a una convivenza rivelatasi difficile fin dagli esordi. Quali saranno gli sviluppi della vicenda, e soprattutto come politicamente si muoveranno gli esuli del Pd, potremmo anche tracciarli grosso modo, ma non ci va di inoltrarci nel campo delle previsioni che appartiene solo agli stregoni e non agli osservatori. Ci limitiamo a segnalare, con la modestia della nostra capacità di analisi, il comunicato emesso da Franco Casciani il quale, rispettando la sua indole ruvida e passionale, non ha nemmeno atteso che le acque si fossero sedimentate. Ha detto che a lui i caminetti non gli interessano, che Sulmona ha ben altro a cui pensare (facciamo una sintesi ovviamente), che ci sono problemi importanti da risolvere, come quelli delle scuole i cui edifici vanno completati; e ancora, il Pnrr da sfruttare, soldi da trovare per affrontare le crisi dei prossimi giorni, urgenze da risolvere. Problema di governance? Manco a parlarne. Casciani è stato diretto ed esplicito rispetto ad una ipotesi di rimpasto in Giunta che mal si concilia con i “caminetti per pochi intimi”, come ha definito l’iniziativa di Nannarone e compagni. “Il sindaco c’è, il vice sindaco pure; resta da coprire l’assessorato alla cultura per cui aspettiamo le decisioni del sindaco”. Vita e morte di una crisi di piena estate. Sapete quali siano le impressioni nostre in merito a una vicenda che in altri tempi avrebbero scatenato l’esercito delle opinioni? E’ che o si fa come dice Casciani, oppure si fa alla Casciani maniera. Si racconta che Stalin non avesse mai presieduto il Consiglio dei ministri, ma che negli ultimi tempi, stanco delle continue discussioni si fosse presentato dicendo: chi è contro questo progetto? Nessuno alzò la mano per paura del gulag. Si parva licet…, io, con Casciani, sarei finito in un gulag.

3 pensieri su “O CON CASCIANI O IN QUALCHE …GULAG

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.