GASDOTTO SULMONA-FOLIGNO, ASSEMBLEA A NAVELLI CON AMMINISTRATORI E PARLAMENTARI

La vertenza del gasdotto Sulmona-Foligno non riguarda la sola città di Sulmona ed il comprensorio ma investe l’intera area del Centro Abruzzo. Per questo sarà al centro di un’assemblea per capire se ci sono ancora i margini per far accogliere le richieste dei territori. L’importante iniziativa che si terrà nell’aula consiliare del Comune di Navelli domani, meercoledì 27 luglio, alle 17, è stata promossa dal sindaco del centro montano, Paolo Federico e dal sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero. La convocazione arriva dopo la terza ed ultima riunione, tenutasi nella sede della presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’autorizzazione del metanodotto Snam Sulmona – Foligno. “Come amministratori – affermano in una nota congiunta i sindaci Federico e Di Piero – riteniamo che non siano state ben ponderate le ragioni che si oppongono alla realizzazione dell’opera, sia sotto il profilo procedurale che nel merito. A livello procedurale balza evidente la macroscopica inadempienza relativa agli studi sismici di dettaglio sull’intero tracciato. E’, questo, un preciso obbligo che scaturisce sia dalle prescrizioni del decreto Via del 7 marzo 2011 che dagli impegni assunti al riguardo dal Ministero dello Sviluppo Economico, con il coinvolgimento dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La completezza di tali studi è peraltro un obbligo di legge che va assolto prima della chiusura del procedimento autorizzativo e non dopo”. “Inoltre – aggiungono – per quanto concerne il merito, va rilevato che il metanodotto, in numerosi punti del tracciato, interferisce pesantemente con l’assetto urbanistico dei territori attraversati, con la tutela dei beni ambientali ed archeologici, con i diritti di uso civico e con le attività economiche locali. In più punti, inoltre, non sono rispettate le distanze di sicurezza per l’incolumità dei cittadini. Ciò che va rimarcato, soprattutto, è la non necessità di realizzare l’opera, alla luce dei consumi attuali di metano e soprattutto di quelli del prossimo futuro, anche in considerazione degli impegni presi a livello nazionale ed europeo per la lotta contro il cambiamento climatico. Da parte del Governo si sostiene che, se prima il metanodotto poteva anche non essere necessario (verbale del 15 giugno u.s.), con la guerra in Ucraina la situazione è cambiata e oggi questa infrastruttura è indispensabile. Si tratta, però, di una tesi niente affatto convincente perché la guerra, e la conseguente rinuncia al gas russo, cambia gli scenari rispetto alle fonti di approvvigionamento dall’estero ma non quelli delle infrastrutture metanifere interne. Queste”, concludono”, erano già sovradimensionate rispetto ai consumi nazionali di gas e ancor più lo saranno negli anni a venire. Pertanto, al fine di concordare una posizione comune da portare all’attenzione del Governo e decidere possibili iniziative affinché le ragioni dei territori attraversati dal metanodotto vengano tenute nella debita considerazione da parte del decisore nazionale”. All’assemblea sono stati invitati il presidente della Regione Marco Marsilio, i senatori Gabriella Di Girolamo, Luciano D’Alfonso, Gaetano Quagliariello, i deputati Stefania Pezzopane, Luigi D’Eramo, Antonio Martino, il vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, l’assessore regionale Guido Quintino Liris, i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Simone Angelosante, Roberto Santangelo, Marianna Scoccia, Antonietta La Porta, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso e Ottavio De Martinis, presidente della Provincia di Pescara. Con loro anche i sindaci digasd Pratola Peligna, Roccacasale, Corfinio, Popoli, Collepietro, San Pio delle Camere, Barisciano, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio ne’ Vestini, Caporciano, Barete, Cagnano Amiterno, L’Aquila, Montereale e Pizzoli.

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