BANCARELLA DEL PROFESSORE INCENDIATA, DA SULMONA MISSIONE DI SOLIDARIETA’

“Roma: bruciata la bancarella di libri usati di Piazzale Flaminio”. La notizia mi raggiunge sui social proprio mentre leggo uno dei libri acquistati in quella bancarella, da Alberto, detto “Il Professore”, venditore di libri usati e amico di chiunque ami leggere, me compreso. Comprai questo libro dal Professore anni fa, mentre con la sua splendida mercanzia si trovava proprio a Sulmona, e ora lo uso per documentarmi su alcuni aspetti inerenti il mio secondo romanzo. In qualche maniera mi sta aiutando, e io penso che sarebbe bello ricambiare. Cerco informazioni e trovo un appello online, recante un paio di recapiti. L’indomani chiamo: sì, è proprio il Professore, che per nulla intimorito mi dice subito che la “cultura non si ferma”. La sua voce non ha traccia di rabbia, né di rassegnazione. Ed è quel che serve per convincermi che alla stupida provocazione di qualche imbecille si deve rispondere con il sorriso e la leggerezza. Il tempo di preparare un piccolo flyer digitale da diffondere ad amici e conoscenti, ed ecco che parte la gara di solidarietà: in meno di 24 ore l’appello si diffonde ovunque ci sia un lettore. E cominciano a chiamarmi, a chiedermi dove lasciare i libri. Al momento a raccoglierli siamo io, nel mio b&b, e lo staff dell’Hotel Ovidius. Entro una decina di giorni vedrò quanti ne saranno stati raccolti e deciderò se portarli personalmente o se inviarli tramite corriere. Ma la consegna è solo un dettaglio: ciò che più ha funzionato è il senso di appartenenza del popolo dei lettori. Quando ci si sente una comunità è più difficile far finta di niente. E in fondo, così come tutti abbiamo dei libri dai quali non ci separeremmo mai, abbiamo anche almeno un libro che può essere più utile a qualcun altro.

Paolo Giovanni D’Amato