LA ASL PENSA AGLI ELICOTTERI MICA AI MALATI DI TUMORE

di Luigi Liberatore – E’ di qualche giorno fa la notizia che il direttore generale della Asl (L’Aquila-Avezzano-Sulmona, chissà dove sia finito poi Castel di Sangro), abbia firmato un protocollo di intesa per la realizzazione di un’area eliportuale accanto all’ospedale di Sulmona. Traduciamo, per gli analfabeti come noi: gli elicotteri potranno atterrare e quindi alzarsi per trasportare altrove i malati. Non ci sembra davvero una grande conquista se poi l’ospedale di Sulmona, alla luce di questa notizia, debba finire la sua storia come parcheggio dei sofferenti; perché alla fine del ragionamento questa appare la conclusione del roboante viaggio aeronautico che ci viene prospettato. E i medici? E gli infermieri? E soprattutto i malati? E quelle corsie infinite, e quei piani ospedalieri, e quelle strutture, e quelle apparecchiature, e poi ancora la storia dell’assistenza in generale che richiama la generosità peligna, e le professionalità esistenti, dove finiranno? Risucchiati, forse, dalle pale di un elicottero di proprietà di una famosa e famelica azienda dei trasporti? No, No davvero: Non è questo che ci aspettiamo e che ci aspettavamo da un direttore generale il quale avrebbe dovuto, almeno secondo le promesse della politica regionale, invertire il senso di abbandono, rivedere la povertà assistenziale e interrompere la tendenza alla spoliazione dei servizi, facendo riemergere piuttosto uno spirito costruttivo. A cosa assistiamo, invece? Allo smantellamento del reparto di oncologia a Sulmona con la mortificazione di quei medici, i pochi rimasti, tra le cui mani insufficienti muore, purtroppo, la speranza dei malati. Ematologia? Guardate che è una pena, soprattutto per chi vi rende questo rapporto, soffermarsi sui volti sofferenti, delusi e sfiduciati, dei malati mandati a casa perché non ci sono medici disponibili per accogliere le loro pene. Vi sembra questa la sanità per la quale noi tutti paghiamo quanto ci viene chiesto o silenziosamente sottratto? Per niente. Infine, l’ospedale di Castel Di Sangro laddove operano, in una lacerata quanto ambita periferia, dei medici alla stregua di operatori sanitari umanitari. Bravi è dir poco. Laggiù, in quel lembo territoriale della Asl, stentano ad arrivare perfino lacci emostatici e “sparatrap”. Potremmo fare i nomi di quei chirurghi, tanto sono pochi. Intanto il direttore generale della Asl ci porta a spasso in elicottero…

2 commenti su “LA ASL PENSA AGLI ELICOTTERI MICA AI MALATI DI TUMORE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.