GASDOTTO SNAM, GLI AMBIENTALISTI: FDI DIFENDE L’INDIFENDIBILE MARSILIO CON COMUNICATO STRAMPALATO

Gli ambientalisti replicano a Fratelli d’Italia. “FdI tenta di difendere l’indifendibile presidente della Regione Abruzzo attraverso un comunicato strampalato che
dimostra la scarsa, per non dire nulla, conoscenza che ha della materia” accusano i comitati cittadini per l’ambiente. “Il partito Fratelli d’Italia fa un’affermazione falsa e priva di ogni fondamento giuridico: “Il presidente Marsilio e la Regione Abruzzo non hanno nessun potere decisionale”. Chi conosce il nostro ordinamento giuridico
sa bene che, secondo quanto detta l’articolo 117 della Costituzione, l’energia è materia legislativa “concorrente” e ciò significa che il Governo nazionale deve
acquisire l’intesa con la Regione. E la Regione Abruzzo, con la presidenza D’Alfonso, ha negato l’intesa con lo Stato attraverso ben sette delibere di giunta – ricordano gli ambientalisti – Questo fatto ha impedito di chiudere il procedimento sette anni fa. Altrimenti l’opera sarebbe già stata autorizzata”. Fratelli d’Italia ha poi sostenuto che “l’unico soggetto titolato ad impedire l’esecuzione dell’opera è il Governo, ritenendola strategica…”. “Su questo abbiamo già risposto sopra ma soffermiamoci sull’opera ritenuta “strategica”. Nell’ultimo Piano decennale Snam, 2022 – 2031, c’è scritto che la Linea Adriatica (di cui fa parte il metanodotto Sulmona – Foligno)
entrerà in esercizio nel 2034. Quale “strategicità” può avere un’opera, che, realisticamente parlando e se tutto va bene, sarà in funzione tra 14 anni? E cioè quando l’Italia, insieme agli altri Paesi europei, dovrà aver ridotto drasticamente l’impiego dei combustibili fossili, tra cui il gas, per rispettare l’impegno della riduzione del 55% delle emissioni di CO2?” chiedono i comitati. “Il Governo…ha consentito anche di superare le previsioni urbanistiche previste per quella zona” hanno scritto ancora i dirigenti del partito di Marsilio. “Quale zona? Qui la confusione che trapela dal comunicato raggiunge il suo picco: si sta parlando del metanodotto Sulmona – Foligno (che non è una zona, ma un tracciato di circa 168 chilometri) e non della centrale di compressione. Con il decreto autorizzativo del 7 marzo 2018, che esplica gli effetti di cui all’articolo 52-quinquies, comma 2, del Testo Unico, sono state superate le previsioni urbanistiche per la centrale e non per il metanodotto, che non è stato ancora autorizzato” precisano gli ambientalisti. “Intanto, a Piombino, il sindaco Francesco Ferrari e la sua giunta si oppongono decisamente alla scelta del governo di collocare nel porto della città una nave rigassificatrice della Snam. “Le criticità sono molte e la voce del territorio deve avere un peso, ha dichiarato il sindaco, che ha aggiunto : “un rigassificatore nel nostro porto è un pericolo per la nostra sicurezza nonché un danno economico, sociale, ambientale e turistico per la città”. C’è solo da aggiungere che l’amministrazione municipale di Piombino è a trazione centrodestra e il sindaco Ferrari è di Fratelli d’Italia” concludono i comitati.

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