IL MEDIOCRE MARSILIO MAESTRO DI REALPOLITIK

di Luigi Liberatore – Marco Marsilio, l’ineffabile presidente della Giunta regionale, avrebbe probabilmente portato a termine il suo mandato in Abruzzo (quale proconsole romano della Meloni) nel totale anonimato politico-amministrativo se adesso non avessero resuscitato in quel personaggio mediocre qualità di realpolitikpartendo da un vecchio problema: il passaggio del metanodotto Foligno-Sulmona con annessa realizzazione della centrale di compressione in Valle Peligna. Marco Marsilio non è andato lui personalmente a dare per la Regione il nihil obstat alla struttura, ma ci ha mandato un suo funzionario del Genio civile, come in fondo aveva fatto circa quindici giorni fa nella riunione sempre indetta dal Governo, quasi si trattasse di una semplice formalità. Ma tale era. Io dico che Marsilio ha fatto bene e che sono favorevole alla realizzazione della struttura, ma questa è una opinione da libero cittadino come ritengo siano titolari di legittimità pure quelle contrarie. Il Governo ha detto da tempo che quel metanodotto ha funzioni nazionali strategiche in tema di approvvigionamento energetico, per cui i pareri richiesti a Province e Comuni hanno valore di pareri all’interno della decisione ultima che spetta al Governo. Punto. Figuriamoci che valore possano avere le compagnie di Gesù sul tema, rappresentate in questo caso dagli ambientalisti, siano essi predicatori visionari o intellettuali delusi, tutti decisamente contrari fino al sacrificio estremo. Poi ci sono i chierici istituzionali, uniti in processione, che cercano di sfruttare l’occasione per ragioni di bottega. Escono i senatori “indigeni” della Repubblica (Gabriella Di Girolamo), a dire di no a Marsilio, legittimando così una propria presenza (e forse anche il lauto stipendio erogato da Palazzo Madama). Nella circostanza, poteva mancare all’appello Rifondazione comunista (Maurizio Acerbo)? Macchè! Quella è una specie di enclave politica all’interno della quale vivono di rendita perenne i soliti esponenti, pur contando come il due a briscola. Anche da quelle parti, no a Marsilio e al gasdotto. Sorvoliamo sui consiglieri regionali Pietrucci, Paolucci e Scoccia che, si sa, vanno a caccia di consensi, di visibilità e soprattutto di voti per il prossimo futuro. Alla fine veniamo ai sindaci interessati al passaggio del gasdotto. Hanno detto che loro sono proprietari dei territori e che a loro spetta dare o negare l’accesso, riscoprendosi così arroganti sovrani e neo latifondisti. Quelli meno autorevoli per questioni demografiche si accodano alle orazioni della compagnia di Gesù, giusto per non scontentare. Ma il Comune di Sulmona? Ha alzato la voce (si fa per dire) il sindaco Di Piero tuonando: il gasdotto non s’ha da fare. Ma ve lo immaginate questo amministratore, che non è riuscito a far togliere subito qualche ramo caduto questo inverno su viale della stazione, poter porre il veto a un intervento di strategia e di sicurezza nazionale? Ogni commento appare superfluo. Tutti, però, hanno concorso a dare la patente di intelligenza a Marco Marsilio.

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