MAFIA, IL MARESCIALLO CESARE MALVESTUTO RACCONTA LA SUA ESPERIENZA AL FIANCO DEL GENERALE

Serata dedicata alla storia dell’antimafia, con uno dei protagonisti del fronte di lotta a Cosa Nostra, il maresciallo capo dei Carabinieri, Cesare Malvestuto, quella vissuta ieri a Spazio Pingue. Il Rotary Club di Sulmona ha promosso l’incontro con il sottufficiale dei Carabinieri che è stato vicino a personalità come il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il giudice Rocco Chinnici e i capitani Russo e Basile, tutti in prima linea contro la criminalità organizzata e che nella coraggiosa lotta alla mafia hanno sacrificato la vita. Assai toccante è stato il racconto del maresciallo sulla sua esperienza, fatta di tanti momenti drammatici e ad alta tensione ma anche di momenti esaltanti, nella guerra alle cosche e ai boss mafiosi.

Rotare club, maresciallo Cesare MALVESTUTO e presidente Francesco Simoncelli

Un’esperienza che ha suscitato l’interesse della platea di Spazio Pingue e di tanti giovani che non hanno vissuto quegli anni, oggi sui libri di storia. Nell’autunno scorso lo stesso Malvestuto ha dato alle stampe il racconto di quegli anni nel suo volume “Nella vera storia io c’ero”, presentato alTeatro Caniglia, alla presenza di un folto pubblico. Malvestuto è stato investigatore assai stimato. “Il libro accanto a vicende di delitti e di sangue apre una porta alla speranza in alcune immagini che il maresciallo riporta, immagini di tenerezza e di affetti” ha ricordato l’autore, sottolineando come la “piovra” va sempre tenuta d’occhio. Mai abbassare la guardia verso il crimine organizzato e mai sottovalutare segnali di allarmante infiltrazione della mafia, che talvolta riguardano da vicino lo stesso Abruzzo. E’ quanto accaduto anche di recente, quando le cronache hanno parlato di nuovo di mafia dei pascoli e quando in Abruzzo le forze dell’ordine, su disposizione della magistratura, hanno sequestrato beni i cui titolari sono in odore di mafia. Ma come è stato precisato, a conclusione della serata, queste storie che appartengono ad un passato culminato con gli attentati a Falcone e Borsellino, devono alimentare il presente di speranza e di fiducia in un futuro libero da criminalità e ingiustizie, con tutte le loro conseguenze di soprusi, crimini, sangue, dolori e lutti. Con il maresciallo, sei giovani del Liceo classico di Sulmona, “Ambasciatori di Ovidio”, hanno eseguito brani di Mozart, Ravel e Morricone, accanto a citazioni tratte dagli “Amores” ovidiani. Un omaggio a quanti vivono in onestà e nella legalità, protagonisti di un mondo migliore da lasciare soprattutto ai giovani, per custodire valori indispensabili ad una società progredita, non più soggiogata dalla criminalità e dalla illegalità diffusa.

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