MORTO UN TOTO SE NE FA UN ALTRO

di Luigi Liberatore – Non capisco se siamo di fronte a un inconsapevole bugiardo, ma di quelli autentici, che elevano la menzogna a sistema di vita per cui finiscono per credere a ciò che dicono, oppure siamo in presenza di un visionario, di un mistico, o più dolcemente alle prese con un romantico che elabora disegni inattuabili, immaginando che in questa società possa aver sede l’iperuranio. Io ho la mia convinzione, ma lascio ai lettori di farsi una idea in proposito. Sappiamo tutti cosa abbia detto tempo addietro il consigliere regionale  Antonietta La Porta (io dico sempre consigliere sia che sia uomo sia che sia donna) in ordine alle autostrade regionali abruzzesi, vagheggiando la tesi per cui a semplice richiesta, sua e della Lega cui appartiene politicamente, la A24 e la A25 potessero essere declassate a normali “rotabili” sì da non pagare più ticket. Alla nostra maniera avevamo commentato allegramente la sortita pubblica del politico sulmonese, facendo presente che non si cancellano con un semplice tratto di penna leggi, regolamenti, convenzioni e contratti. Stiamo parlando del sistema autostradale che fornisce allo Stato entrate da capogiro. Sembrava che l’esponente leghista si fosse acquietato, invece è di ieri sera una nuova incursione del nostro legislatore il quale avendo appreso che il gruppo Toto, concessionario delle autostrade abruzzesi, ha espresso l’intenzione di chiedere anticipatamente la rescissione del contratto di gestione, si è sentito legittimato a riprendere quella sua stravagante iniziativa. Se il Gruppo Toto ha espresso questa intenzione ci sarà alla base una motivazione interna economico-finanziaria; ma se va via la Holding è chiaro che si farà un nuovo appalto e subentrerà nella gestione altra società. Si parla addirittura già di ANAS e supponiamo che La Porta conosca l’Azienda. Al nostro consigliere regionale vogliamo solo dire che morto un Toto se ne fa un altro, che lo Stato è prima di tutto un rigoroso esattore e che le autostrade sono una fonte intoccabile di entrate perché sicure e soprattutto cash. Da ciò che dice e propone, almeno in questo caso, Antonietta La Porta, noi riusciamo a dedurre solo che cerchi visibilità e vada a caccia di consensi proprio perché si avvicinano le elezioni. Siccome la sua iniziativa dovrebbe prima raccogliere le firme di tanti colleghi, poi dovrebbe essere inoltrata alla Regione e da qui portata all’attenzione dello Stato, stentiamo a credere che pure La Porta ci creda e per stare un poco allegri in questo balletto di incredibilità, ci viene in mente una figura retorica dantesca rivista e corretta: cred’io, ch’ei credette ch’altri credessero!

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