LO SPORT E LE EMOZIONI IN MOVIMENTO

Quelli che Papa Francesco, nella Domenica delle Palme di un anno fa, in una giornata silenziosa ha ricordato: “in questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé. Dunque, rilanciamo lo sport per la pace, la solidarietà, la corsa contro la fame”…Lo sport irrobustisce il fisico e divaga lo spirito. Lo sport nella sua versione più pura ed essenziale premia il merito, l’impegno, la costanza, la dedizione. Diceva il grande Platone: “si scopre di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”. Il piacere di conoscere sé stessi e di essere conosciuti nei propri limiti e nelle proprie potenzialità. Lo sport è la metafora della vita. E’ amicizia che dura nel tempo, città, viaggi, sfide, impegno, passione, fantasia, solidarietà, condivisione, partecipazione, priorità, uguaglianza. Non ha confini. E’ un istinto primario ed è una scuola di vita in cui si acquisiscono le regole per stare in mezzo agli altri. Personalmente mi ha dato dei valori fondamentali e mi ha fatto crescere. Mi ha insegnato il rispetto e la gratitudine.Lo sport è corale ed individuale, ed una educazione sportiva ci garantisce la possibilità di affrontare tutte le nostre esperienze con animo forte e con serenità. E’ uno strumento potentissimo non solo per la nostra salute fisica, ma anche per costruire un ambiente migliore intorno a noi. Diceva il grande Nelson Mandela:” lo sport ha il potere di cambiare il mondo e di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un modo che capiscono”. Dice il professore Gennaro Testa: “Se lo sport potesse parlare direbbe: tutti mi conoscono per quello che si vede, la corsa, il tiro, la parata, il salto, il goal, il punto, lo scatto, il passaggio, ma la mia parte invisibile è certamente la più affascinante, (il coraggio, la determinazione, il rispetto, il gestire le emozioni, il calcolare il rischio, il ragionare, il riflettere, l’onestà, la fiducia, la volontà, la fantasia, l’impegno). Esiste nello sport una parola magica ed è trasferibilità, la capacità cioè di trasferire nella vita quotidiana quanto di positivo acquista chi fa della pratica sportiva un motivo di crescita personale e sociale. Provate a scaricare una nuova app, si chiama rispetto e funziona senza wifi, si accende semplicemente collegando cuore e cervello…” Una moltitudine di ragazzi e ragazze “en plein air” nella bellissima. Piazza Garibaldi si accalcava emozionata e felice ai bordi degli stand. Anzi non erano negozi, non erano nemmeno mercatini. Facevano pensare ad una specie di bookcrossing o a qualcosa di simile; però al posto del libro letto lasciavi la tua impronta di scarpe con una firma e chi voleva poteva prenderla e portarla con se sino al Madagascar. In ogni corsa c’è sempre qualche emozione in movimento che si aggiunge e i ragazzi e le ragazze sono come la pellicola superficiale su un’acqua profonda. Le grandi storie si cercano per l’appunto nuotando sott’acqua. Il cuore iniziava a battere forte. Capita a tutti, magari prima di un esame, quando siamo travolti da un’emozione in movimento che nasce nel cuore, quando ci agitiamo al cinema. I ragazzi della scuola IC Mazzini-Capograssi a turno salivano su una predella come su una specie di tribuna. I protagonisti erano loro con tanti giri di corsa che propendono per lo sport e per raccogliere fondi per la lotta alla fame per il piccolo Madagascar. Ad ogni raddoppio si mangiavano un concorrente, senza ricordarsi di prendere un braccialetto colorato. Il mondo si può guardare anche ad altezza di ragazzo. Da questo punto di vista la storia ci appariva in effetti come un sogno ad occhi aperti. Ne aveva tutta l’atmosfera, l’accavallarsi della corsa, in un turbinio di emozioni. Il narratore principale è stato solo il detonatore di una esplosione che ha coinvolto tutti, genitori, insegnanti, conoscenti, passanti con un effetto che i cibernetici chiamerebbero di amplificazione. E’ come vedere un documentario dal vivo, con un paesaggio unico. Le corse educano la nostra mente nel momento in cui dondoliamo felici applaudendo ed incuriositi e la folla diventa quasi elemento della corsa stessa mentre nuvole a forma di cavolfiore si muovono nel cielo infinito.L’ultimo miglio tra mille partiture musicali a 40000 watt con  sventolio di mani e fazzoletti colorati è stato percorso dalla squadra, scusate dal team dell’ I.C. Mazzini-Capograssi composto dalla dirigente Domenica Pagano, dalla vice Preside Alessia Sardellone e dai professori Mauro Recchia, Silvana Vitalini, Nancy Di Censo, Carmen Spina, ToSimonetta Tolu, Tiziana Paolucci, Franca Ventresca, Paola Del Signore, Katia Osvaldi, Adalgisa Cocco, Marianna Petrevcic, Daniele Colarossi, Rosanna Carfagnini, Maria Grazia Verrocchi, Giuseppe Massaro, Anna Picini, Sonia D’Errico, Carmen Lucci. Rimangono i sogni di un bel tempo, le impressioni di momenti travolgenti, le luci della sera che arrivavano silenti e il rombo della musica che è la materializzazione dell’intelligenza che è nel suono che risuonava furente nella piazza. L’illuminista Antonio Genovesi ebbe a dire: “ è legge dell’universo che non si può fare la nostra felicità senza fare quella degli altri” e l’IC Mazzini-Capograssi con Corsa contro la fame di Domenica 29.5.2022 con il patrocinio e il concorso del Comune di Sulmona rimettono sempre tutto in gioco…

Cesidio Colantonio

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