FA CALDO NEGLI AMBULATORI MA NON È COLPA DEI POLITICI

di Luigi Liberatore – Fa caldo negli ambulatori dell’ospedale civile di Sulmona. Chissà perché poi ci si ostina a definirlo civile se poi quello militare non lo abbiamo. Si suda davvero e non solo per le attese. Si suda perché fa un caldo maledetto ma soprattutto perché non ci sono condizionatori in quei corridoi peraltro male illuminati e in quelle aree ristrette delle astanterie dove le finestre sbattono in continuazione ma non entra un filo d’aria. E’ di qualche giorno fa l’ennesima pubblica denuncia fatta dal tribunale dei diritti del malato che poi tribunale non è. Se fosse davvero inserito nell’ambito giudiziario qualche effetto pure produrrebbe, ma sappiamo come e dove finiscano quelle denunce: nel limbo, meglio, nel cestino. L’ultimo singulto del tribunale dei diritti del malato di Sulmona conteneva delle espressioni che ci hanno fatto riflettere perché riferiva di un problema più volte portato all’attenzione degli amministratori dell’ospedale e mai risolto. Anzi, mai affrontato. Abbiamo capito, meglio, lo sapevamo da tempo. Non sono i politici i responsabili di quella sofferenza aggiuntiva dei malati, che io non definirei più pazienti ma solo pazienti-obbedienti. Quando escono estenuati da quegli ambulatori si sentono legittimati a prendersela coi politici, ma noi vorremmo dire loro che hanno torto. Sì, noi la pensiamo in questa maniera. Immaginiamo il senso di fastidio che possa provare un direttore sanitario rispetto alla denuncia del TDM, il quale sia obbligato nel suo ufficio a leggere quella denuncia magari in maniche di camicia e col condizionatore in funzione. I soldi per la Sanità ospedaliera arrivano a fiumi, ma poi si perdono nel fiume della indolenza dell’amministrazione che da un lato acuisce la sofferenza dei malati e dall’altro fa fare brutta figura ai politici di turno. I burocrati sono quello che sono, eredi di una pigrizia atavica, ma noi ci chiediamo perché i politici debbano fare brutta figura per interposte persone? Nel caso specifico chiediamo all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Veri’, di farsi un giro per l’ospedale di Sulmona e magari sostare davanti ai volti sudati e tristi dei pazienti in attesa. E di spostarsi pure a Castel di Sangro, frontiera malandata di una sanità al tracollo. Cristo, per qualche condizionatore!