CONTRO IL RAZZISMO

“Il razzismo in America è come polvere nell’aria. Sembra invisibile, anche quando ti annega, finchè non fai entrare la luce del sole”… Così parlò la venerata leggenda della NBA Kareem Abdul Jabbar sulle colonne del Los Angeles Times qualche tempo fa.“Non mi piace quell’uomo. Devo conoscerlo meglio” era una delle massime di Abramo Lincoln. La sua idea basilare è che le invettive più violente, più scomposte, cariche di odio, di rancore dipendano spesso dall’incapacità di capire l’altro punto di vista.Lincoln riteneva nella sua visione che il modo più efficace di sconfiggere i nemici fosse quello di trasformarli in amici. Era convinto che gentilezza e rispetto oggi optional fossero le strategie più efficaci per difendersi da critiche, attacchi violenti, o addirittura distruttivi, imbottiti di pregiudizi assurdi, ignoranti come Buffalo. L’ignoranza alimenta la paura, la paura alimenta l’odio, l’odio alimenta la distruzione della convivenza e dell’umanità. Un concetto ben chiaro a Nelson Mandela, per cui praticare l’odio è come bere un veleno nella speranza che a morirne sia il nostro nemico.L’aggressore, un giovane di diciotto anni, armato di fucile e di body cam si è definito un seguace delle teorie cospirazioniste della sostituzione dei bianchi. Come porre fine al razzismo, al fanatismo che uccide chi ha il colore diverso della pelle e la pensa diversamente? 

TIKRIT65