IL PRESIDENTE MARSILIO HA CENTO DIFETTI MA SUL METANODOTTO HA QUALCHE RAGIONE

di Luigi Liberatore – Marco Marsilio non ci piace. Mica per ragioni estetiche, anzi, su quel versante proviamo qualche invidia. Non ci piace per l’appartenenza politica e soprattutto perché ce l’hanno scaraventato in Abruzzo come un re travicello. Con quell’aria svagata, quella barba semi incolta da anticonformista, da bohemien insomma, galleggia (a pagamento) nella politica e non è entrato, almeno finora, nella storia dell’Abruzzo per apprezzabili iniziative. Forse è colpa nostra, del nostro passato di attivisti e di osservatori, perché siamo ancorati a ricordi ormai lontani in cui un ministro abruzzese come Remo Gaspari era capace di costituire poli industriali e magari realizzare autostrade. Ora ci hanno consegnato Marco Marsilio che non è entrato e mai entrerà nei sentimenti degli abruzzesi, come d’altronde gli stessi elettori abruzzesi ci hanno dato Gabriella Di Girolamo, senatrice della repubblica italiana, eletta tra le fila dei movimento 5 stelle, diplomata ma in un Istituto tecnico commerciale. I lettori devono concederci questo zigzagare per fermare qualche immagine sui protagonisti di una polemica che andiamo a raccontare in maniera molto sintetica per ragioni di spazio soprattutto e, poi, per non appesantire la lettura. La Di Girolamo ha accusato il presidente della Giunta Regionale di aver disertato la riunione indetta a Roma dalla presidenza del Consiglio dei ministri per l’autorizzazione del gasdotto Snam Sulmona-Foligno. Marsilio ha delegato un funzionario. E’ chiaro che vuole che si realizzi. Per noi, al netto dell’incipit di questo articolo, ha fatto bene, soprattutto perché ha dimostrato di non voler sottostare alla logica negazionista instaurata sul problema dagli ambientalisti al cui corteo funebre partecipa in maniera acritica e appiattita la sinistra. Non ci meraviglia la Di Girolamo, epigono di quel perverso principio secondo il quale la povertà di ritorno o l’arretramento tecnologico siano una conquista, piuttosto il sostegno dato dall’amministrazione comunale di Sulmona guidata da Gianfranco Di Piero a Verdi e compagnia cantante. L’ultima voce che ricordiamo di buon senso partita dal Comune di Sulmona sulla vicenda è quella data dall’ex sindaco, Anna Maria Casini, di cui tutto si può affermare meno che fosse di destra. 

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