AREE INTERNE, C’È CHI PENSA A LUNGO E CHI GIOCA A NASCONDINO

di Luigi Liberatore – La polemica va spegnendosi, tuttavia i conti con la vicenda si faranno più in là quando nessuno degli spettatori ricorderà la fiammata ma gli attori, i fuochisti cioè,  saranno costretti a tirare magari le somme. Poteva davvero essere una opportunità di valutazione profonda il convegno sulle aree interne previsto per venerdì scorso a Sulmona, se l’iniziativa non fosse inquinata dal suo concepimento. Iniziativa adeguata e  logisticamente coerente se non fosse stata pensata per servire qualcos’altro,  proprio per questo organizzata in maniera maldestra se davvero dovesse poi piegarsi alle malizie iniziali cui noi crediamo. Innanzitutto quando ci sono di mezzo movimenti e comitati le cose vanno male in partenza, perché non sai mai con chi hai a che fare e non si sa mai come parare i venti che li agitano. Per questo convegno mal concepito e fortunatamente mai nato,  le cose peggiori sono venute da OfficinaAbruzzo(che brutto nome), un movimento di recente “fattura”  e forse costituito ad hoc o per future esigenze, e un misconosciuto omologo, Difesa del Centro Abruzzo.

Luciano D’Alfonso e Andrea Gerosolimo

I primi a sostegno come organizzatori della iniziativa, i secondi quali contestatori del convegno e soprattutto dei politici di riferimento. Tuttavia rischiamo  l’oscurità se non diciamo che al tavolo del convegno dovevano esserci il senatore Luciano D’Alfonso, ex presidente della regione Abruzzo, e Silvio Paolucci, attuale capogruppo PD i quali pensano ad occupare posizioni di avanguardia in vista delle politiche del 2023. In più l’araba fenice della valle peligna: Andrea Gerosolimo, ex assessore regionale, che non sarebbe tuttavia salito, inspiegabilmente, al tavolo del convegno, alla stessa maniera con la quale abbandonò la corsa a sindaco di Sulmona al ballottaggio. Contro i tre esponenti politici il comitato Difesa centro Abruzzo ha lanciato accuse attingendo da un ampio calderone, per addebitare proprio a loro il mancato riconoscimento della macroarea in valle Peligna. Che ci venite a fare a Sulmona, volevano dire. Questo è un tema. A noi interessano altri aspetti. Prima di tutto quando si organizza un convegno il padrone di casa va a capotavola.  Mi sembra che il più titolato a parlare delle crisi delle aree interne era proprio il sindaco di Sulmona, al quale era stato riservato il semplice saluto come lui stesso ha fatto sapere. Poi ci siamo chiesti se a D’Alfonso e Paolucci qualcuno abbia riferito della posizione politica ectoplasmatica e double-face di Andrea Gerosolimo.

SILVIO PAOLUCCI

Mi sa che da OfficinaAbruzzo non è trapelato nulla e si capisce quindi la freddezza del comune di Sulmona verso una iniziativa che vedeva Gerosolimo come attore, uno che alle elezioni di ottobre a Sulmona era candidato sindaco contro Gianfranco Di Piero ma soprattutto schierato contro il PD cittadino. E che adesso da’ manforte al partito democratico impegnato alle elezioni a Pratola Peligna. E non si venga a dire che il convegno era apolitico sennò D’Alfonso è un sacerdote e Paolucci un chierichetto. Di tutto ciò si è giovato  comunque il circolo PD sulmonese che, seppur diviso al suo interno, si è ritrovato su un fronte unico. Il convegno è stato unilateralmente cancellato. Il nostro giudizio sulla resa? Quando si va in ritirata due sono le cause: o la strategia era sbagliata oppure si viene sopraffatti dalla paura. Qui siamo in presenza di entrambe.

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