INCIDENTE SULLA MAIELLA: IL DRAMMATICO RACCONTO DI PIETRO TROZZI, ECCO COME È MORTO MIO FRATELLO

Con le lacrime agli occhi  in preghiera davanti al corpo del fratello, Pietro Trozzi racconta i momenti drammatici della scivolata sul canalone della Maiella. Lo fa con grande lucidità scandendo le parole e ricordando la figura del fratello grande appassionato della natura e dello sport. “Mio fratello era un vero abruzzese, amava la montagna e la famiglia. Era una persona molto semplice e disponibile. Sempre pronto a mettersi a disposizione in ogni iniziativa sportiva”, evidenzia Pietro Trozzi, “Era una persona che credeva alle potenzialità del nostro territorio al quale era legatissimo.

Pietro TROZZI

La nostra famiglia è composta tutta da sportivi e lui era uno che amava sfidare le proprie capacità: era fondista e istruttore nazionale e negli ultimi tempi si era dedicato in maniera particolare alla mountain bike, ottenendo anche il brevetto da maestro. Amava lo sport a 360 gradi e lo sci alpinismo”. Ieri, insieme ai suoi amici, i fratelli Alessio e Massimiliano Giancola aveva deciso  di salire sulla cima della Maiella. Per poi buttarsi in picchiata con gli sci giù per il canalone che attraversa  la zona di Rava della Giumenta Bianca. “Con i suoi amici era partito alle 6,30 da Pescocostanzo”, racconta Pietro Trozzi. “con gli sci sulle spalle, sono arrivati fino al rifugio Pelino scattando anche qualche foto.

Il canalone della Maiella dove è avvenuta la scivolata mortale

“Dai che quando arriviamo giù ci andiamo a fare anche una bella birra”, ha detto rivolto a Massimiliano e Alessio. Sono partiti e mio fratello Marco era l’ultimo in alto, Massimiliano poco più giu e Alessio più avanti. Non si sa quale sia stato il motivo, forse un malore o una spigolata sul ghiaccio, è caduto sulla neve scivolando verso valle. All’inizio ha cercato di afferrare il bastoncino di Massimiliano ma non ce l’ha fatta, portandoselo dietro. Alessio che era qualche metro più giù, ha cercato di fermarlo ma è stato travolto e sono scivolati giù per tre o quattrocento metri, fino a quando Massimiliano non li ha visti più. Nella caduta Marco ha perso uno sci, poi un guanto e il bastoncino. Arrivato giù, Massimiliano ha visto Alessio che stava rialzandosi e poco vicino Marco che non si muoveva.  Per lui non c’era più nulla da fare”.

Il figlio Niccolò consolato dallo zio Franco, piange davanti al corpo del padre

A riportarlo a valle nella base allestita nel piazzale dell’albergo di Passo San Leonardo, insieme ai due fratelli Giancola, gli uomini del soccorso alpino a bordo  dell’elicottero del 118. Il corpo di Marco Trozzi è stato sistemato in un sacco e adagiato sul prato in attesa delle decisioni del magistrato di turno, Alessio è stato trasferito all’ospedale di Popoli per i controlli e per curare le ferite riportate nella caduta mentre Massimiliano è tornato a casa. Terminati gli accertamenti, al fratello Paolo è toccato il triste compito del riconoscimento,  la salma di Marco è stata quindi riconsegnata ai familiari. per lo svolgimento dei funerali che si terranno a Pescocostanzo tra oggi e domani. Marco TROZZI aveva 60 anni che aveva compiuto il 21 aprile scorso. Nella foto sotto il giorno del suo compleanno.

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