GLI AUGURI DEL VESCOVO FUSCO ALLA COMUNITA’ DELLA DIOCESI DI SULMONA-VALVA (video)

“Io auguro a noi occhi di Pasqua, capaci di guardare nella morte fino alla vita.” Così scrive il Vescovo tedesco Klaus Hemmerle. Cosa vuol dire avere occhi di Pasqua, sguardi che sanno attraversare la morte e raggiungere la vita? Il periodo storico che stiamo vivendo intriso di dolori e sofferenze, spesso ci rimanda rilievi negati, che tendono più verso il pessimismo che la gioia e la forza di andare oltre. Ci sembra di non vedere uno spiraglio di sole all’orizzonte. Sant’Agostino così si rivolge ai suoi contemporanei in un tempo difficile come il nostro: “E voi dite: Sono tempi difficili, sono tempi duri, tempi di sventure. Vivete bene e, con la vita buona, cambiate i tempi: cambiate i tempi e non avrete di che lamentarvi”. Di fronte alle situazioni difficili mai farsi prendere dallo scoraggiamento o dalla tentazione dell’inerzia occorre invece reagire. La paura spesso blocca ogni azione e nell’attesa che tutto cambi per una fatalità veniamo sopraffatti dagli eventi. Sant’Agostino ci invita ad aprirci al cambiamento con la vita buona tanto da cambiare i tempi. Occorre non arrendersi ma, con la forza che ci viene dal Signore, reagire tutti insieme. Da soli si è sconfitti, solo insieme si può. Gli occhi sono la “nostra finestra aperta” sull’altro e sul mondo, ci permettono di entrare in relazione con le persone e con ciò che ci accade intorno. Soprattutto in questo tempo in cui abbiamo dovuto indossare le mascherine e soltanto gli occhi sono rimasti scoperti. Avere occhi di Pasqua vuol dire guardare oltre ciò che appare, oltre la sofferenza per scorgere guarigione, oltre il pessimismo per aprirsi alla speranza. Avere occhi di Pasqua vuol dire allenare il vostro sguardo nel lasciarsi stupire da ciò che sta germogliando e appare a poco a poco, tanto che non tutti lo sanno vedere, ma solo chi ha uno sguardo nuovo, non bloccato dalla paura, dalla stanchezza e dalla delusione. Sono gli occhi della fede, che al mattino di Pasqua, come gli apostoli e Maria di Magdala, gradualmente si aprono a rivedere colui che morto, pendeva dalla croce Gesù, ora è vivo in mezzo a loro. Guardiamo oltre la croce del venerdì santo, per scorgere l’alba di Pasqua della luce e della resurrezione. Scorgiamo oltre le macerie del nostro cuore, accumulate in questo tempo di pandemia, il luogo dove Dio può ricostruire con i tanti frammenti una storia nuova. Guardiamo l’uomo che pende dalla croce e accogliamo l’amore immenso di Dio che dona la vita per me. Fermiamoci a guardare con pazienza senza fretta i tanti doni di cui il Signore continuamente ci ricolma. Lasciandoci toccare dall’affetto e dalla delicatezza dell’amore di tante persone vicine e lontane. Apriamoci allo stupore, senza giudizi affrettati e scontati, ma con meraviglia scorgiamo quel piccolo germoglio, che produrrà tanti frutti di bene. Lasciamoci sorprendere da tutto il bello che abbiamo intorno senza che le brutture prendano il sopravvento nel nostro cuore.