TROPPI TUMORI: DUE CENTRALINE PER MONITORARE L’INQUINAMENTO NELLA VALLE PELIGNA E NELLA MARSICA

Due centraline fisse, posizionate nei punti strategici della Conca del Fucino e della Valle Peligna per monitorare la presenza di inquinanti ambientali che, secondo recenti studi, favorirebbero le gravi patologie sempre più in aumento nei due territori. La mozione presentata ieri, nel corso del consiglio provinciale dal medico e consigliere comunale e provinciale Maurizio Proietti, è stata votata all’unanimità e sarà sottoposta all’attenzione dell’Arta che dovrà provvedere in merito. “L’inquinamento atmosferico è un problema emergente e da qualche decennio impegna gli organi decisori e i professionisti della salute nella ricerca di soluzioni atte ad arginare il fenomeno delle patologie ad esso correlate”, sottolinea Proietti, “nonché l’elevato numero di decessi che ogni anno sono dipendenti direttamente o indirettamente dagli inquinanti, soprattutto quelli aerodispersi. E il monitoraggio della qualità dell’aria è uno strumento fondamentale per tenere sotto controllo il fenomeno dell’inquinamento atmosferico, per meglio studiarlo e di conseguenza poter adottare le più adeguate misure di contrasto”. Ad oggi le centraline di controllo dell’ARTA sono dislocate sul territorio regionale prevalentemente sulla fascia costiera, tre sono presenti unicamente sulla zona dell’aquilano e una nell’Alto Sangro, lasciando scoperte aree importanti della provincia aquilana quali la Conca del Fucino e la Valle Peligna. Aree, queste, che dal punto di vista orografico presentano particolari criticità; una tra tutte il fenomeno dell’inversione termica che favorisce il ristagno degli inquinanti al suolo, con grave ripercussioni sulla salute umana. “Sarebbe quindi, prioritaria l’installazione delle suddette centraline di monitoraggio fisse anche in queste aree critiche”, aggiunge Proietti. “Per questo abbiamo impegnato il presidente Caruso a rappresentare tale vulnus alle competenti autorità regionali e a chiedere l’installazione delle suddette centraline nei due territori. Zone che dovranno essere localizzate, attraverso rigorosi criteri scientifici, nei punti di maggiore utilità. Prima tra tutte l’area industriale di Sulmona dove sta per entrare in funzione una nuova potentissima centrale Turbogas, gemella di quella che dovrebbe nascere a circa sei chilometri di distanza dalla prima.