SARA MARCOZZI CON LA SUA INCHIESTA FA IL CLASSICO BUCO NELL’ACQUA…

di Luigi Liberatore – I 5 Stelle sono come i Verdi di un tempo, nel senso che quando intuiscono che la loro stagione volge al termine o sia in fase di declino si inventano di tutto. E allora via a chi la dice più grossa nel tentativo di “rinverdire” i fasti e magari di arrivare al soglio conventuale di “Priore”. Sì, proprio così funziona nel convento: chi la fa più grossa diventa decano.  Non abbiamo dimenticato mica le serate in cui Pecoraro Scanio inondava le agenzie di stampa con oceanici comunicati immediatamente ripresi dalle testate giornalistiche tutte omologate alla moda “green” imperante. Era l’apice, poi venne il declino immancabile quando ci si accorse che il contenuto politico veicolato era solo uno svolazzare di slogan. Abbiamo letto che Sara Marcozzi, capogruppo alla Regione dei 5 Stelle, ha presentato una mozione per istituire una commissione di inchiesta sul problema dell’acqua in Abruzzo dove molti Comuni chiudono i rubinetti alla gente ed erogano l’acqua a regime ridotto. A fasce orarie, per capirci. Ha spiegato in una conferenza stampa che la sua iniziativa non ha nessun intento persecutorio e non è indirizzata contro nessuno, ma è solo una maniera per affrontare il problema e soprattutto capirlo per magari proporre una serie di soluzioni da vagliare di concerto con tutte le altre forze. L’aspetto peggiore della vicenda, almeno per quanto ci riguarda, è che subito si siano associati alla sortita della pur simpatica Sara Marcozzi tanti consiglieri della opposizione (Pd onnipresente) dei quali omettiamo per gesto caritatevole nome e cognome. Chiacchiere e soprattutto grave ammissione di colpevolezza da parte sua, per se stessa e per il gruppo politico di appartenenza che dimostra come stiano lì da tempo solo a percepire indennità concesse con imprimatur statale. E finora che hanno fatto, nemmeno a studiarsi il perché delle perdite stratosferiche nelle reti idriche colabrodo degli oltre trecento Comuni abruzzesi? Riusciamo a capire il coup de théatre della Marcozzi la quale vorrebbe sottrarsi all’aria del tramonto che segna il destino dei 5 Stelle, dopo aver vissuto una vita da signori rispetto alla vacuità della loro portata politica. Noi abbiamo una nostra idea: l’acqua si perde perché le reti non reggono e perché ai sindaci sono state tolte le risorse per la sostituzione o l’ammodernamento delle linee adduttrici e di distribuzione. Vedi Sulmona e il Chietino. Sapete chi ha rubato loro i soldi? Proprio la Regione, o le Regioni che trattengono per sé il denaro altrimenti destinato per fare gli interventi. Sapete cosa disse Ugo La Malfa ad Antonio Maccanico all’indomani dell’approvazione delle Regioni a statuto ordinario oltre mezzo secolo fa? “Abbiamo approvato la legge che porterà l’Italia alla rovina”. La Malfa non poteva sapere della Marcozzi, ma la consigliera dei 5 Stelle sì.