COMMISSIONE BILANCIO DEL COMUNE A LAVORO SU INCARICHI E CONSULENZE DEL COGESA

Il risanamento del Cogesa, la società partecipata dal Comune di Sulmona, che conta 200 dipendenti e 20 milioni di euro di fatturato, è tra gli obiettivi principali dell’amministrazione del sindaco Gianfranco Di Piero. La società versa però, in una grave situazione economica. Lo dicono i bilanci in rosso degli ultimi anni che presentano perdite milionarie causate anche da una gestione non proprio oculata che sarebbe stata favorita da scelte amministrative non sempre azzeccate. Lo hanno sottolineato anche  i revisori dei conti nella loro relazione, tanto da sospendere il parere sul bilancio di previsione proprio perché bisogna ponderare con attenzione le scelte che si andranno a fare nei prossimi mesi. Su questo ed altro sta lavorando la commissione consiliare Bilancio e Partecipate del Comune di Sulmona. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i tanti incarichi a tempo, rinnovati anche per sei sette volte consecutiv non si sa per quale motivo visto che non lo prevede la legge, come quello della responsabile dell’ufficio di comunicazione e le tante promozioni sul campo che sarebbero state decise senza indire i regolari concorsi. Tra questi il caso di un dirigente al quale è stato assegnato di fatto il compito di direttore generale con uno stipendio di 80 mila euro più auto personale e altri bonus legati ai risultati. Per non parlare delle consulenze che da poco più di 100 mila euro spesi nel 2017 sono passate ai 330 mila euro del 2021, alcune delle quali molto bizzarre come i 70 mila euro per la figura che assiste il Rup, o l’amministratore di condominio, il consulente per i trasporti e la guida ambientale. Tutte situazioni sulle quali la commissione consiliare Bilancio e Partecipate, vuole fare chiarezza.“Abbiamo criticato la vecchia gestione e non rinneghiamo niente della critica fatta”, afferma la presidente della commissione Teresa Nannarone. “O abbiamo il coraggio di prendere le carte e portarle alla Corte dei Conti e in procura o bisogna evitare che tutto questo continui a succedere. Noi dobbiamo rendere questa realtà sicura dal punto di vista occupazionale ed economico anche attraverso una gestione diversa dei rifiuti che devono diventare una risorsa e non un costo. Un’azienda dalle dimensioni come quelle del Cogesa ha bisogno di una figura dirigenziale che sappia gestire la società e non pensi esclusivamente a salvaguardare la posizione delle persone. Una figura stellare che sappia parlare tre lingue, che giri l’Europa alla ricerca di finanziamenti per valorizzare l’attività del Cogesa attraverso la creazione di un sistema virtuoso che produca ricchezza”. “Bisogna realizzare una struttura che intercetti le risorse economiche partecipando ai bandi del Pnrr”, conclude Nannarone, “cosa che attualmente non c’è, per creare un modello di sviluppo che porti l’azienda a crescere anche e soprattutto sotto il profilo occupazionale. Ma questo progetto non può essere realizzato con i quadri attuali, altrimenti il Cogesa non avrebbe il debito milionario”. 

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