IL VINO NON E’ FATTO DI SOLO UVA

In questa parte vedremo che nonostante ci siano le indicazioni del tipo di vitigno e il contenuto di solfiti aggiunti, oltre all’anno di produzione, il vino non è fatto solo con l’uva perché la normativa europea consente l’impiego di molti additivi. Inoltre, diverse le sostanze non sono riportate in etichetta.

Se pensiamo che il vino prodotto dalle tantissime cantine che lo producono contenga solo uva e un po’ di solfiti? Beh, sbagliamo!

Infatti, per produrre i vini industriali, e non solo, vengono utilizzati decine di additivi, enzimi e procedimenti tecnologici per modificarne gusto, colore, e financo grado alcolico. Il fatto paradossale è che per legge il produttore non è tenuto a dichiararli (regolamento europeo 1493 del 1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo).

Ad esempio, la gomma arabica “aggiusta” il gusto del vino. I tannini (sostanze naturali della parte verde dell’acino) sono aggiunti per aumentare la durata del prodotto. Si utilizzano anche acidificanti, piccoli trucioli di legno immersi nel mosto per modificarne il gusto (vengono rimossi durante la filtrazione del vino). Ancora. Cellulosa, farina fossile, azoto, fosfato biammonico, carbone per uso enologico, gelatina alimentare, proteine vegetali del grano e del pisello, colla  di  pesce,  albumina dal bianco d’uovo, caseina, diossido di silicio, acido lattico, bicarbonato di potassio, resina di pino di Aleppo, acido ascorbico, citrico e meta-tartarico, citrato di rame, e tanto altro.

Anche nel vino ottenuto dalla pigiatura di uva biologica, che non utilizza pesticidi e impone limiti minori di solfiti, si possono rinvenire oltre quaranta sostanze chimiche nella vinificazione (tra queste, quelle appena elencate per il vino convenzionale).

Il Chianti è il vino rosso italiano più conosciuto al mondo, ed è per questo motivo che la rivista il Salvagente, nel marzo 2021 ha fatto analizzare 14 vini provenienti da cantine diverse. In particolare si è voluto verificare la presenza di residui di fitofarmaci e anidride solforosa. A nostro avviso ne sono stati trovati troppi: in una bottiglia fino a 9 pesticidi.

 

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Gli esami di laboratorio sui campioni di vino acquistati presso supermercati sono stati effettuati su ordine della redazione della rivista “Il Salvagente” presso laboratori certificati.

L’anidride solforosa è il solfito più utilizzato per conservare cibi e bevande, soprattutto per impedire l’ossidazione.  Generalmente i vini bianchi ne contengono più dei rossi.  Sono sostanze che inducono allergia; in quantitativi eccessivi causano il classico mal di testa. A dosaggio maggiore di 10 milligrammi/litro vanno riportate in etichetta. Nei campioni su riportati non è stato superato il limite di 180 mg/l.

Il boscalid fa parte della categoria di fungicidi. Bloccano la respirazione dei miceti, ma ci sono evidenze che dimostrano che potrebbero farlo anche in altri esseri viventi; uomo compreso. 

Il metalaxil è un fungicida sistemico molto impattante per l’ambiente ed è un sospetto mutageno.  

Il pyrimethanil è un fungicida ad ampio spettro, generalmente applicato ai semi.  È un tossico per fegato, reni, ghiandole surrenali, vescica e tiroide. Possibile cancerogeno per l’uomo

Il cyprodinil è un fungicida sistemico ad ampio spettro, molto tossico per i mammiferi e per gli organismi acquatici.  

Il fluopicolide è un fungicida classificato come acilpicolide. Possibile tossico per fegato, reni e milza. 

Il fluxapyroxad è un fungicida assai tossico per i pesci e per i piccoli mammiferi. 

Il thiophanate-methyl è un fungicida sistemico, sospetto genotossico.

Il thiametoxan, pesticida neonicotinoide vietato nel 2018 dall’Unione europea tossico per le api. Tra i campioni sono state rinvenute tracce nel vino Serristori (però la vendemmia di riferimento dichiarata è il 2017, al ritrovamento  non  corrisponde alcuna violazione di legge).

Un pensiero su “IL VINO NON E’ FATTO DI SOLO UVA

  • 1 Aprile 2022 in 08:37
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    L’unione europea insiste nel dichiarare il vino italico tossico e poco salutare, nel leggere gli additivi industriali aggiunti non c’è da dargli torto…..

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