L’ABRUZZO È SENZA PIÙ ANIMA CON MARSILIO E MENO MALE CHE AL TG3 CI SIA QUALCUNO…

di Luigi Liberatore – Avvertimmo da tempo che l’avvento di Marsilio alla presidenza dell’Abruzzo, abusivamente definito governatore come tutti gli altri, non portasse nulla di buono. Ma aveva fatto tutto la sinistra, con quel “ministro” ecclesiastico di Luciano D’Alfonso, predisponendo il piatto alla Destra e offrendo l’anima dell’Abruzzo spogliata senza alcun riguardo e con una specie di accanimento per le aree interne. Il suo successore, almeno per noi, sta completando l’opera di quella sinistra sciagurata. La stampa regionale (quella di Stato e non solo) ha finito per accentuare questa cesura tra politici e territorio ma non per “partito” preso ma perché segue la soccombenza degli eventi ed appare esposta (accondiscendente) al vento in poppa. E’ un esempio. Stiamo assistendo (inermi) al fenomeno, non nuovo in verità, della chiusura in Abruzzo dei punti bancari che un tempo si definivano Agenzie, quando per la loro apertura, invece, era una corsa a chi arrivasse primo a piantare la bandiera di rappresentanza. Sul problema abbiamo sentito Fidio Bianchi e Roberto Donatelli, non rappresentanti qualunque nello scenario politico abruzzese della destra storica e difensori delle loro aree oggi in agonia finanziaria (Valle Subequana e Altopiano delle Cinque Miglia), i quali hanno denunciato questa spoliazione e questa resa ineluttabile ad un destino deciso a tavolino. A tavolo con le banche, diciamolo francamente, c’è stato il presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio, un laureato romano in filosofia e traghettato dal partito della Meloni nelle nostre terre, il quale ha messo a posto la sua coscienza di teoretico con il placet alla dismissione di una quindicina di agenzie bancarie. Affari e filosofia politica a braccetto. E la stampa, o meglio il TG3 Abruzzo, direte voi, che centra? Bè, l’etica professionale deve avere pur un valore indipendente almeno nelle democrazie occidentali. Ci sarebbe piaciuto, o ci farebbe piacere, che la tivvù regionale di Stato avesse liberi interpreti e non esecutori di servizi. Oddio, noi diciamo quello che appare a noi: se vuoi vedere qualcosa di bello del TG3 Abruzzo aspetta che le notizie vengano lette da Roberta Mancinelli, se vuoi sentire resoconti sportivi dal linguaggio estemporaneo augurati Ciro Venerato, ma se dell’Abruzzo vuoi immagini e riflessioni profonde attendi i commenti proposti da Antonio Monaco. Uno che ha l’animo libero del giornalista. Marsilio lasciamolo all’usura del tempo, tanto verrà il momento della resurrezione!

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