IL SILENZIO DEL CAMPO

I pezzi non sono beni di prima necessità naturalmente, ma in questo momento così complicato e particolare sono sicuramente fonte di informazione, di svago, di studio, di socializzazione in famiglia e perché no di evasione. Adesso i palloni tacciono e gli specchi sono appannati. Si vince in tanti e si perde da soli. Sono sconfitte catastrofiche per i tanti ragazzini che strappano i loro pensieri sulla pelle e sull’anima. I palloni sono andati giù come sassi in uno stagno. Tanti cerchi ed è rimasto tutto come prima. Il cielo è sereno e blu come l’occhio di un bambino. I pochi uccelli a gruppi disegnano cerchi enormi e astruse forme geometriche, schiacciati dalla voglia di riprendersi il proprio spazio nel cielo. Scelgono il sole, i prati che sono vicini, i fiori, l’immagine dell’acqua che scorre veloce sotto il ponte vicino. Se è il mondo a smarrirsi o se sono le speranze a perdere terreno è da vedere. Spesso non si è scelti come quando si è sicuri di scegliere. Non sono i fatti che ingannano, quelli sono creati. E’ la fantasia, la passione che si aggrappa agli affetti e ne fa armi che proteggono. Sono tanti nella cittadina gli strani esseri che possono in qualche modo sembrare delle apparizioni. Le parole contano, contano di più del resto, perché sono il pensiero, lo spirito e possono guidare le azioni, le nostre azioni. Il passato è come un libro che possiamo consultare, leggere, quando ne avvertiamo il bisogno. E conoscere se stessi è anche questo, un viaggio memorabile. Se uno perde l’immagine della propria origine perde se stesso e finisce per nutrirsi di parvenze. Aspettiamo sempre la grande squadra chiamata a diffondere i valori dello sport. Quelli che anche Papa Francesco, in una intervista alla Gazzetta dello Sport in giornate difficili e complesse ha ricordato:”In questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra o del team, la fratellanza, la vicinanza, il dare meglio di sé. Dunque rilanciamo lo sport per la pace e lo sviluppo”. Lo sport è cultura e salute fisica. Irrobustisce il corpo e divaga lo spirito. Lo sport è corale ed individuale, ed un’educazione sportiva ci garantisce la possibilità di affrontare con animo sereno e forte tutte le nostre esperienze. Lo sport non può essere ridotto ad una sorta di “aspirina”, ma deve diventare un modo di gestire la propria vita dando il massimo nelle cose che si fanno, nel rispetto di sé e degli altri. E la sfida di tutti noi, dei nostri ragazzi non è a sopravvivere, ma ad usare come mezzo, come fine la sete di conoscenza, di divertimento e di pratica dello stesso, il coraggio, l’impegno, il rispetto, l’amicizia, la fantasia dell’espressione individuale. La fantasia è una componente indispensabile per il divertimento di ogni ragazzo. Perciò tutte le agenzie formative sono sollecitate maggiormente in quanto agenzie educative a fare qualcosa di più per tutto lo sport perché l’orizzonte aperto sarà la loro idea di libertà. Bisogna osservare ed allenare i ragazzi a tutto ciò e non solo alla tecnica della propria disciplina sportiva perché per la sua vita servono tutte queste capacità. La qualità, non la quantità, non i muscoli e i polmoni sono la mia misura…

Cesidio Colantonio

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