SALVATORE “TING TONG” DI CESARE LASCIA IL PARTITO DEMOCRATICO

Uno dei componenti storici, forse il più rappresentativo  del circolo di Sulmona, lascia il partito democratico. E lo fa riconsegnando la tessera, in aperta polemica con la linea politica nazionale portata avanti dal segretario Enrico Letta sulla guerra in Ucraina.

La tessera della FGCI del 1972 e quella del PD del 2021

“Oggi,dopo 50 anni di militanza e appartenenza alla sinistra, ho riconsegnato  la mia tessera di iscrizione al Partito Democratico. Non mi riconosco più nella linea politica portata avanti, uguale a quella di altri partiti e movimenti, sovranisti compresi, che abbiamo sempre contrastato con le nostre idee e con le nostre lotte. Il mio partito non rappresenta più  i deboli e gli indifesi di questa società che tutela i delinquenti “senza giustizia” e i percettori del reddito di cittadinanza”. Salvatore Di Cesare è un fiume in piena: “Stanno producendo solo gravi danni all’economia del paese. In modo scandaloso hanno  censurato i giornalisti RAI corrispondenti da Mosca, ingiusto e violento attacco al giornalismo non di regime. Altra scelta pericolosa, da guerrafondaio, quella del ministro della difesa, “Renziano”, Lorenzo Guerini, di inviare armi da guerra all’Ucraina con accordo segretato: altro che pacifismo”. “Preciso di non voler scegliere e votare più per il meno peggio”, conclude Di Cesare, “o per quelli nominati dalle segreterie di partito. Pertanto ho deciso di riconsegnare la mia tessera di iscrizione al PD”. 

La lettera al segretario Enrico Letta

Un malessere, quello di Di Cesare, che era nato subito dopo le elezioni, quando alla fine delle trattative per la spartizione delle poltrone e degli incarichi, portate avanti da Mimmo Di Benedetto con la benedizione del segretario del circolo cittadino, attuale vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Franco Casciani, era stato deciso di “far fuori” dai ruoli di potere la presidente Teresa Nannarone, prima dalla presidenza del consiglio e poi dall’esecutivo. Scelta contestata da buona parte del direttivo del circolo cittadino, compreso Di Cesare, i quali avevano chiesto a Casciani di optare tra la segreteria del Pd e il ruolo di amministratore in Comune. Proposta che non è stata presa nemmeno in considerazione da Casciani, il quale ha tenuto tutto per sé. Un malessere, quello di Di Cesare, che è cresciuto con il passare dei mesi e che ora è esploso dopo le scelte politiche fatte dalla segreteria nazionale sul conflitto in Ucraina. Con Salvatore Di Cesare viene ammainata l’ultima vera bandiera del Partito Democratico di Sulmona.

5 pensieri su “SALVATORE “TING TONG” DI CESARE LASCIA IL PARTITO DEMOCRATICO

  • 1 Aprile 2022 in 22:54
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    Salvatore, sei finito nelle braccia di un tiranno, un assassino del popolo ucraino, che sta lotando eroicamente per difendere la propria libertà da tiranno Putin. Come fai ad essere con Putin, un sangunario che sta sterminando un popolo

  • 31 Marzo 2022 in 01:02
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    I comunisti a Sulmona ? : Inutili…rovina città ..ideali persi completamente….questo vale anche per il compagno di Cesare…che va e sbatte la porta…sono anni che lo avrebbe dovuto fare…

  • 29 Marzo 2022 in 00:08
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    Caro Salvatore, non ti riconosco più: come fai a non capire che la Russia del tiranno Putin non è quella comunista idealizzata dal PCI?
    Putin è un tiranno e non può scaldare il cuore di noi una volta comunisti. Quando si sognava, peraltro sbagliando: ha da venì Baffone

  • 27 Marzo 2022 in 11:46
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    Madonna che grave perdita..come farà ora la sinistra sulmonese..?

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