IL VINO, ECCO GLI EFFETTI CHE PRODUCE SUL CORPO UMANO

Dopo l’olio inizia oggi un nuovo viaggio per conoscere meglio quali effetti produce il vino sul corpo umano. Tre puntate in cui saranno sviscerati tutti gli aspetti  della classica bevanda che vede l’Italia tra i maggiori produttori.

AVEVAMO PENSATO CHE IL VINO FOSSE ESENTE DA PROBLEMI ?

Questi appunti dedicati all’alcol (etanolo, o alcol etilico) serviranno a comprendere perché non dovrebbe essere assunto. Tutt’al più a dosi quasi irrisorie: un assaggio, qualche goccia da meditazione…  Solitamente, su una tavola imbandita campeggia una buona bottiglia di vino che può essere prodotta da cantine rinomate o il classico vino “casereccio”: quello del contadino. Vediamo perché dal punto di vista salutistico non è consigliabile l’assunzione di alcol.

VINO

L’alcol è una sostanza tossica che l’organismo non può permettersi di accumulare, ma deve essere prontamente eliminato; una eliminazione genotipo-dipendente (dipende cioè dallo stato di “salute” dei nostri geni). Per la sua eliminazione vengono impegnate molte vie metaboliche, che potrebbero essere invece utilizzate nella detossificazione di eventuali inquinanti introdotti in vario modo nell’organismo; soprattutto con gli alimenti. In poche parole: è meglio se non impegniamo questevie metaboliche necessarie a “disintossicarci” con una molecola “inutile” dal punto di vista nutrizionale.

Parliamo di danno da alcol prendendo in prestito quanto descritto nel portale Epicentro dell’Istituto superiore di Sanità, che cita i dati del rapporto Istisan, il consumo di alcool è considerato il quinto fattore di rischio per il carico di malattia globale. Ogni giorno sono circa 800 le persone che in Europa muoiono per cause attribuibili al consumo di alcool e di queste, una percentuale molto elevata, si registra in età compresa tra 20 e 24 anni: circa 1 decesso su 4. In Italia ogni giorno in media sono 48 le persone che muoiono a causa dell’alcool, oltre 17mila ogni anno. “Le conseguenze negative del consumo di alcol sulla salute – scrive l’Iss – sono molteplici. Nella classificazione internazionale delle malattie più di 30 categorie riguardano condizioni totalmente attribuibili all’alcool ma sono oltre 200 le condizioni anche parzialmente attribuibili che raddoppiano nei fatti il carico di mortalità, e tra queste almeno 12 tipi di cancro. I danni alcool-correlati non coinvolgono i soli consumatori; sempre più frequentemente le conseguenze del consumo si ripercuotono sulle famiglie e sulla comunità in generale a causa del deterioramento delle relazioni personali e di lavoro, dei comportamenti criminali (come per esempio vandalismo e violenza), della perdita di produttività e dei costi a carico dell’assistenza sanitaria”. A confermare il bisogno di una giusta attenzione anche nelle famiglie italiane, una ricerca del portale Idealo a partire dagli acquisti di alcolici on line: + 446%, la percentuale di alcool consumato in un anno in Italia tra vino, cognac e vodka, e +209%per la fascia d’età dai18 ai 24 anni sono il frutto dello stress e dell’in-certezza dovuti alla difficile situazione della pandemia.

UN BICCHIERE DI VINO

Il primo step del metabolismo dell’alcol, a livello epatico, è la sua ossidazione ad acetaldeide(sostanza tossica), sono almeno tre gli enzimi che entrano in azione:

I. alcol deidrogenasi zinco dipendente;
II. microsomal ethanol oxidising system (MEOS) citocromo P450 dipendente, necessario anche al metabolismo dei farmaci;
III. catalasi, che utilizza H2O2 per ossidare l’alcol.

Nel mitocondrio, l’acetaldeide generata sarà ossidata ad acido acetico. Circa l’80% dell’acetaldeide viene ossidata ad acetato grazie all’acetaldeide deidrogenasi NAD-dipendente. L’acido acetico generato è il prodotto finale del metabolismo dell’alcol, che successivamente entra nel ciclo di Krebs e verrà convertito in acetil-CoA, a livello epatico può essere convertito in corpi chetonici o grassi.  Un soggetto che pesa 70 Kg è in grado di metabolizzare 0,12g di alcol pro Kg ogni ora, pertanto sarà in grado di smaltire un bicchiere di vino, che mediamente contiene 12 grammi di alcol in circa 90 minuti.

Il primo effetto dell’abuso di alcol è senz’altro l’aumento del rapporto NADH/NAD, che si riflette in un aumento della produzione di acido lattico, anziché di acido piruvico, di conseguenza si avrà acidosi lattica ed ipoglicemia. Ad essere influenzato negativamente non sarà solo il metabolismo glucidico, ma anche quello lipidico. La diminuzione di piruvato rallenterà il ciclo di Krebs con accumulo di acetil-CoA e inibizione della beta ossidazione. Se presente una tossicità da inquinanti, l’organismo dovrà faticare di più per disintossicarsi. (Proietti M. Patologia ambientaleMinerva Medica edizioni in stampa)