PETIZIONE PER LIBERARE L’ORSO JUAN CARRITO, GIA’ RACCOLTE OLTRE MILLE FIRME

Una petizione per liberare Juan Carrito, l’orso rinchiuso nell’area faunistica di Palena. Sono già oltre mille le firme raccolte sulla piattaforma Change.org. La petizione è stata indirizzata al Parco nazionale della Maiella, al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e al Comune di Roccaraso. “Dopo 6 mesi che Carrito ha mostrato segni di particolare insofferenza nei confronti del suo mondo animale, ci sembra molto riduttiva l’unica soluzione di allontanarlo dall’habitat in cui lui ha scelto di vivere simpaticamente . Ci troviamo di fronte ad un fenomeno unico a livello mondiale e chiediamo venga usata una lente d’ingrandimento per il bene di questo esemplare e per il bene della comunità’ di Roccaraso che oramai lo reputa uno di loro”, si legge nella petizione.“La confidenza di cui tanto si parla non può derivare solo dalla facilità con cui Carrito ha trovato cibo a Roccaraso , se così fosse sarebbero scesi altri orsi in paese , come sta accadendo in città’ con i cinghiali” .  Qui si tratta di capire cosa sta realmente accadendo in natura, e Carrito è l’esempio di come il mondo animale sta subendo stravolgimenti nel loro stile di vita. I cittadini di Roccaraso , di tutto il comprensorio dell’alto Sangro, e gli amanti della natura tutti  sono compatti affinché il fenomeno Carrito venga studiato nel posto in cui lui ha scelto di vivere, sono disponibili ad essere partner di tutte le indicazioni date dagli organi di competenza, e restano convinti che un ulteriore allontanamento di Carrito potrebbe rivelarsi un altro clamoroso insuccesso per tutti”, conclude la petizione. Intanto, appena preso atto della petizione, il presidente del Parco Maiella, Lucio Zazzara, ha motivato la decisione per il fatto che l’orso andrà rieducato ad un rapporto con la natura.

2 pensieri su “PETIZIONE PER LIBERARE L’ORSO JUAN CARRITO, GIA’ RACCOLTE OLTRE MILLE FIRME

  • 8 Marzo 2022 in 20:19
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    Liberiamo Juan carriti

  • 8 Marzo 2022 in 17:47
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    Se si distrugge l’Habitat di Carrito che non riesce ad andare in letargo come facevano prima i suoi predecessori, se trova cibo nei rifiuti urbani e non sa come procurarselo altrimenti, se gli si restringe lo spazio vitale, non sarebbe il caso di rieducare le istituzioni e i cittadini al rapporto con la Natura della quale Carrito è parte integrante nonche’ anche fonte di incremento turistico?

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