PERCHE’ NEL RECINTO ASSIEME ALL’ORSO NON CI VA PURE CHI LO VUOLE LIBERO?

di Luigi Liberatore E’ la tracotanza del benessere. Sissignori, ci sembra davvero così. L’orso che ha girovagato per mesi tra le vie di Roccaraso lo si vorrebbe ai nostri ordini, cioè consegnato alle nostre stravaganze per tacitare magari frustrazioni esistenziali o pretese risarcitorie all’isolamento spirituale cui siamo consegnati da una società opulenta ma in disfacimento. A tali riflessioni estreme ci induce la vicenda di quell’animale che ha tenuto in scacco guardie forestali e carabinieri, che ha sovvertito la legge naturale del letargo, per rovistare tra i bidoni dell’immondizia e che si è prestato perfino alle telecamere con primi piani da consumato attore. Molte persone, non tutte fortunatamente, hanno reagito in maniera stizzita e anche arrogante di fronte all’iniziativa di biologi ed esperti del Parco nazionale di mettere “a dimora” l’orso, di catturarlo con tutte le dovute attenzioni e precauzioni, (magari negate ad un malato qualsiasi) e reimmetterlo nell’habitat a lui più congeniale. Diciamo che contro questa iniziativa, portata a termine a nostro parere tardivamente, ma con buon senso, c’è chi ha annunciato una raccolta di firme perchè l’orso torni libero. Mica perchè torni libero tra le montagne dove naturalmente dovrebbe stare, no: libero di passeggiare tra le vie del centro di Roccaraso. A sostenere questa demenziale tesi ci sarebbero perfino operatori turistici della celebrata Roccaraso, non solo animalisti della domenica o fautori della libera convivenza tra uomini e lupi, quasi che si potesse tenere impunemente quell’orsacchiotto, di qualche quintale, tra indigeni e turisti. Una zampata di quell’animale, magari per gioco, potrebbe uccidere chiunque. E allora? Chi pagherebbe per eventuali omissioni, il sindaco del paese o il responsabile del Parco? Beh, noi pensiamo che quell’orso (non ci piace più chiamarlo Juan Carrito, perchè sa troppo di spettacolo) stia bene dove lo hanno provvisoriamente sistemato, prima di liberarlo di nuovo tra le montagne di un recinto di un’area faunistica. Però, nello stesso recinto, potrebbero fargli compagnia i sostenitori della sua libertà. Per non farlo sentire solo…

Un pensiero su “PERCHE’ NEL RECINTO ASSIEME ALL’ORSO NON CI VA PURE CHI LO VUOLE LIBERO?

  • 10 Marzo 2022 in 16:42
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    Grande Luigi concordo pienamente le Tue parole ormai il Mondo e’ Saturo di personaggi “stravaganti” che meriterebbero un singolo recinto in modo da non nuocere al resto dell’ Umanita’.

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