ABBAZIA CELESTINIANA, PARTONO I LAVORI PER LA SISTEMAZIONE DEL CORTILE DEI NOBILI

Proseguono i lavori per il restauro e la valorizzazione dell’Abbazia di Santo Spirito a Morrone meglio conosciuta come Abbazia Celestiniana, considerato uno dei monumenti più importanti della Regione. Dopo l’importante restauro della meravigliosa chiesa e del maestoso coro ligneo che hanno riportato al loro antico splendore alcuni importanti spazi dell’Abbazia realizzata per volere di Papa Celestino V, il Ministero della Cultura ha stanziato ulteriori 600 mila euro per la valorizzazione e la messa in sicurezza di un altro spazio che fino ad oggi era rimasto fuori dai lavori. I fondi infatti, serviranno per eseguire il restauro del “Cortile dei Nobili”. In particolare, il segretario regionale per l’Abruzzo Nicola Macrì, ha firmato la determina per predisporre il bando per l’affidamento dell’incarico relativo aile indagini propedeutiche alla progettazione definitiva ed esecutiva relativa al restauro, miglioramento sismico e adeguamento impiantistico e funzionale del “Cortile dei Nobili” e degli ambienti prospicienti posti al piano terra e
al primo piano. I lavori interesseranno la parte laterale all’ingresso della chiesa proprio di fronte al cortile di accesso agli uffici della Soprintendenza e a quelli della sede del Parco nazionale della Maiella. La chiesa era stata riaperta nel maggio del 2018 dopo che era rimasta chiusa al pubblico per sei lunghi anni propri per procedere ai lavori di restauro. Lavori che hanno riguardato lo scavo archeologico dell’area presbiterale per riportare alla luce le memorie dell’originario impianto absidato medievale, le opere di rafforzamento locale, gli impianti idraulici ed elettrici, le tinteggiature, le nuove pavimentazioni e il recupero di quelle esistenti, oltre al restauro del maestoso coro ligneo settecentesco con 70 scranni, e alla grande tela seicentesca raffigurante «La discesa dello Spirito Santo». La chiesa fu dotata di un convento dove nel 1293 si ebbe la proclamazione ufficiale dell’edificio come sede dell’abate supremo dell’Ordine dei Celestini. Una prima ricostruzione del monastero si deve al re Carlo II d’Angiò (1299); in seguito arrivano un importante abbellimento nel Cinquecento e una ricostruzione dovuta al terremoto del 1706.
Ridestinato a penitenziario dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1807, l’edificio fu sottoposto a un imponente restauro a partire dal 1997. Dopo sono cominciati i lavori sulla chiesa ultimati, come detto nel 2018. Ora tocca al “Cortile dei Nobili e poi si dovrà mettere mano alle mura di cinta che stanno andando in rovina e alle costruzioni interne del piano terra dedicate al vecchio carcere.