MEDICI E AMBIENTALISTI, “NO ALLA CENTRALE TURBOGAS DEL NUCLEO INDUSTRIALE”

Medici e ambientalisti dicono no alla costruzione della mega centrale turbogas nell’area industriale di Sulmona. Il cantiere, che è stato avviato da qualche mese, è già in uno stato avanzato di realizzazione. Ma medici e gli ambientalisti avanzano molti dubbi. E proprio per cercare di capire quale sia stato il percorso seguito che ha portato alla concessione delle autorizzazioni, gli ambientalisti hanno chiesto al Comune l’accesso agli atti. «Siamo decisamente contrari a questo nuovo impianto perché rappresenta una ulteriore, pericolosa fonte di inquinamento per la Valle Peligna», affermano dal Comitato cittadino per l’ambiente e il coordinamento no hub del gas presieduto da Mario Pizzola, «ma anche perché è un’opera inutile. Infatti, per assicurare la funzione del bilanciamento delle reti elettriche, già esiste la soluzione del pompaggio idroelettrico, per il quale il nostro Paese ha una capacità inutilizzata di quasi 6 Gw».Secondo gli ambientalisti, il governo Draghi starebbe prendendo tutt’altra strada sul fronte energetico, prima stanziando ingenti risorse finanziarie per contenere l’abnorme aumento delle bollette di gas e luce i cui costi vengono caricati sulle spalle delle nuove generazioni. «Il nodo strutturale da sciogliere, se si vuole combattere davvero il caro bollette», incalzano dal Comitato per l’ambiente, «è quello della eccessiva dipendenza del nostro sistema economico dal gas. Solo riducendo fortemente questa dipendenza e incrementando in maniera significativa le fonti rinnovabili il nostro Paese potrà conquistare una sostanziale indipendenza energetica e di conseguenza ridurre nettamente le bollette di gas e luce. Per quanto riguarda la bolletta del gas il costo della materia prima, cioè del metano, incide per il 60,5%, mentre per la bolletta elettrica l’incidenza del gas è del 45%. L’Italia importa il 95% del gas che consuma (76,2 miliardi di metri cubi nel 2021), e di questo il 40% proviene dalla Russia, al centro, insieme all’Ucraina, di una grave crisi internazionale nella quale proprio il gas gioca un ruolo di primo piano».«Non è possibile che si rilascino autorizzazioni in modo così rapido e semplice per la realizzazione di una centrale turbogas quando è in atto da anni una dura battaglia contro la centrale Snam di Case Pente», aggiunge il Comitato dei medici di cui è portavoce Maurizio Proietti, anche consigliere comunale di maggioranza, «una centrale turbogas che andrebbe a produrre il doppio di inquinamento e di polveri sottili rispetto alla centrale a servizio del metanodotto Snam. Ci sembra una cosa fuori dal mondo. Per questo faremo tutto quanto è possibile per impedirne la realizzazione».La nuova centrale turbogas di Sulmona è parte integrante di un progetto che prevede la realizzazione di sei centrali nelle città di Sulmona, Gorizia, Piombino, Cassino, Melfi e Castellanza. La centrale di Sulmona che dovrebbe essere ultimata entro l’anno, verrà installata su base Epc-Ingegneria, approvvigionamento e costruzione. Verrà alimentata da 22 motori a gas e avrà una potenza di 380 mega watt. La centrale, la cui progettazione è stata avviata a giugno scorso, è stata pensata «per rispettare le più stringenti normative ambientali stabilite dall’Unione Europea». La Metaenergia, che è titolare del progetto complessivo, si occuperà dei servizi di ingegneria, approvvigionamento dei materiali e realizzazione dell’opera. «I nuovi impianti ad avviamento rapido sono necessari per fornire un sistema flessibile di bilanciamento», ha commentato Constantin von Wasserschleben, presidente del gruppo internazionale di asset management Ikav, azionista primario della società che ha realizzato il progetto, «il meccanismo per garantire la stabilità del sistema quando aumenta la quota di energia solare ed eolica è il capacity market italiano, che inizierà nel 2022».

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