PIANO SOCIALE, SCOCCIA: LA MAGGIORANZA SBATTE LA PORTA IN FACCIA A 31 ASSOCIAZIONI

“In V Commissione arriva un Piano sociale non concertato con il territorio, la Regione non raccoglie la richiesta di essere coinvolte che da settimane trentuno istituzioni abruzzesi ,tra cui una del nostro territorio ,che operano nel comparto reiterano al governo regionale, anche in vista della redazione della proposta del PNRR Sanità che l’ente dovrà fornire entro il 28 febbraio al Governo e che ad oggi appare monca e, soprattutto, non concepita insieme alle Associazioni degli utenti e dei familiari che utilizzano i servizi sociali alle quali la maggioranza ha sbattuto la porta in faccia, negandosi in modo becero e incivile”. L’accusa viene dal consigliere regionale Marianna Scoccia.“Tutto questo accade in un momento decisivo per la programmazione anche dell’assistenza sanitaria territoriale perché in queste settimane la giunta regionale sta chiudendo l’action-plan per la spesa delle risorse della Missione Salute del PNRR e dovrebbe definire con il Governo un nuovo modello organizzativo della rete assistenziale. Abbiamo un’occasione unica per ripensare l’integrazione sociale-sanitaria che è il vero salto di qualità a vantaggio dei cittadini fragili, specie quelli con patologie mentali che maggiormente vivono l’esigenza di un’integrazione fra le due dimensioni e invece si tengono i piani ben distinti” sottolinea Scoccia. “L’ipotesi di cui parliamo è del tutto scollegata dal piano sanitario, è dunque è impresentabile come piano socio-sanitario. E il fatto che sia scollegato lo dimostra il metodo adottato dalla Regione, che, cosa gravissima, si appresta a presentare il documento più importante per quanto riguarda il PNRR a trazione regionale, quello sulla sanità, senza aver fatto un momento di confronto con nessuno” protesta il consigliere regionale. “Le associazioni che si erano messe a disposizione per fare un lavoro più concreto e rispondente alla realtà territoriale, sono state tagliate fuori dalla concertazione, persino maltrattate. Questo sarebbe il piano socio sanitario del futuro? Vero è che per metodo e per contenuto questo piano ci riporta notevolmente indietro e lo fa in un momento in cui ci sono risorse eccezionali e  mentre tutto il resto del mondo ragiona in modo diverso” conclude Scoccia.