SI DIMETTE DALL’ITIS DI PRATOLA L’INSEGNANTE FINITO SOTTO INCHIESTA DELLA POLIZIA POSTALE

Si è dimesso l’insegnante 54enne finito sotto inchiesta della polizia postale per l’annuncio pubblicato sui social e indirizzato a ragazze single, anche minori per avere rapporti sessuali. Non insegnerà più nell’istituto tecnico industriale di Pratola Peligna. Le dimissioni presentate sono state accettate rendendo inutile qualsiasi altro provvedimento amministrativo. L’insegnante infatti era stato convocato per essere sottoposto a visita collegiale, ma non si è presentato, facendo pervenire la lettera di dimissioni rinunciando alla cattedra di ruolo nell’Itis. La denuncia che ha messo in moto la polizia postale è partita proprio dalla segreteria della scuola pratolano con i vertici che si sono sentiti fortemente penalizzati dai comportamenti dell’ex docente, anche quando era ormai fuori dalla scuola. I contrasti con la dirigenza scolastica erano iniziati nel settembre scorso, quando iniziando il nuovo anno scolastico e con la pandemia in piena espansione, l’insegnante aveva rifiutato di vaccinarsi, in quanto convinto sostenitore delle cure alternative al vaccino. Decisione che ha fatto scattare l’immediata sospensione ancor prima che il professore potesse iniziare l’anno scolastico. L’Itis di Pratola Peligna è risultata nel giugno 2020, tra le eccellenze d’Italia tanto che negli ultimi quattro anni, ha raddoppiato gli iscritti arrivando a contare cinquecentosettanta studenti dei quali oltre 200 provenienti da Sulmona. Una volta fuori dalla scuola l’ingegnere ha iniziato una personale battaglia contro i colleghi che avevano deciso di vaccinarsi. A loro aveva indirizzato insulti sui social, sostenendo di essere stato ingiustamente allontanato dalla scuola. Poi l’offensiva si è spostata su alcuni colleghi ingegneri, presi di mira con ricorsi e richieste di chiarimento per la maggior parte dei progetti presentati in Comune a Pratola Peligna. Infine sono arrivati apprezzamenti verso le donne e soprattutto nei confronti delle minorenni. “Dono gratuitamente il mio seme a ragazzine dai 16 ai 25 anni che vogliono avere figli rimanendo single direttamente in utero corpo a corpo con normale penetrazione”. È stato questo il post apparso sulla sua pagina social che ha scatenato il finimondo. In pochi minuti il messaggio, suscitando comprensibile stupore, è diventato virale, rimbalzando tra pc e telefonini, lasciando tutti sorpresi e allibiti. Il clamore suscitato però ha provocato la sparizione sia del post che dello stesso profilo del professore che è stato oscurato. Spetterà ora alla polizia postale di Pescara che ha messo sotto inchiesta l’insegnante ricostruire l’intera vicenda segnata, evidentemente, da un problema di solitudine e di sofferenza interna.