NON VUOLE LASCIARE L’APPARTAMENTO E BLOCCA I LAVORI DEL SUPERBONUS

Non vuole lasciare l’appartamento in cui vive nel palazzo che deve essere abbattuto e ricostruito bloccando i lavori soggetti al Superbonus 110 %. A farla “sgomberare”, ci pensa il giudice del tribunale di Sulmona, che dà ragione agli altri condomini che si erano rivolti alla giustizia dopo che la loro coinquilina aveva di fatto mandato all’aria la possibilità di consolidare l’edificio. Ora la donna, ha 30 giorni di tempo per ottemperare alla sentenza.
lavori per la ristrutturazione e messa in sicurezza dell’edificio  erano stati deliberati all’unanimità nell’assemblea condominiale con il voto favorevole anche della donna che, al momento di lasciare il suo appartamento per far partire i lavori, si è rifiutata di farlo. “Troppe spese per il trasloco e per trovare un’altra sistemazione, soldi che io non ho”, è stata la giustificazione della donna davanti agli altri inquilini che nel frattempo avevano lasciato tutti il proprio appartamento. Davanti alla certezza di perdere un’opportunità irripetibile  per mettere in sicurezza l’edificio che è considerato ad alto rischio, i condomini l’hanno diffidata intentando una causa “per danno grave e irreparabile”, in quanto le opere di abbattimento e ricostruzione devono essere ultimate entro dicembre 2023, pena la perdita del Superbonus. Il giudice, Marta Sarnelli, ha accolto il ricorso e ha ordinato alla donna di lasciare la casa, entro e non oltre trenta giorni dalla notifica del provvedimento, condannandola anche al pagamento di 500 euro relative alle spese del processo. Ma la donna non si è data vinta e ha proposto opposizione al dispositivo con il risultato che l’ordinanza resta per il momento sospesa.

  • 10 Febbraio 2022 in 10:36
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    La signora in questione la dice lunga ma non la sa raccontare giusta oltre che essere firmataria della delibera dei proprietari e del progetto ha prima atteso che gli altri coinquilini proprietari abbandonassero lo stabile e poi si è ritirato indietro, precisando che solo per essa è per le sue difficoltà economiche lamentate mentre gli altri coinquilini proprietari si sono dovuti affittare altre case, solo per lei l’impresa esecutrice dei lavori si è fatta carico ed onere delle sue spese di affitto di utenze lì dove sarebbe dovuta andare dandogli addirittura facoltà di scelta sulle diverse e molteplici situazioni abitative.

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