AL VIA IL PROCESSO PER PAOLO LEOMBRUNI, ACCUSATO DI AVER CHIESTO SOLDI AD UNA MALATA DI TUMORE

Si svolgerà mercoledì prossimo, 26 gennaio, la prima udienza del processo che vede sul banco degli imputati Paolo Leombruni, il medico sulmonese arrestato dai Nas lo scorso mese di ottobre con l’accusa di concussione nei confronti di una donna malata di tumore poi deceduta il 22 dicembre scorso. Lo riporta oggi il quotidiano il Centro in un articolo di Claudio Lattanzio. Una chiusura lampo dell’inchiesta da parte della procura che ha disposto per il medico la citazione diretta a giudizio davanti al collegio penale del Tribunale di Sulmona, senza passare per l’udienza preliminare.  L’operazione condotta dai Carabinieri del Nas di Pescara aveva portato all’arresto in flagranza di reato nel momento in cui il medico, dopo aver somministrato le cure a domicilio alla paziente, intascava 230 euro in contanti. Nel corso dell’interrogatorio, il medico si era difeso spiegando di essere stato contattato dalla donna, di aver somministrato una cura adiuvante e non salva vita, come contestato dall’accusa. Inoltre il compenso era dovuto ad una semplice prestazione professionale con partita Iva. “Cosa, tra l’altro”, sostengono i difensori del medico, gli avvocati Alessandro Margiotta e Massimo Zambelli, “che fanno tutti i medici non di famiglia, chiamati per una visita a domicilio o una prestazione professionale”. A spingere la donna a sporgere denuncia nei confronti di Leombruni, sarebbe stato un altro medico dell’ospedale di Sulmona. In quel momento in servizio al pronto soccorso. “Sto vincendo un incubo mi sono sempre prodigato a favore dei pazienti che ho anteposto a tutto anche alla mia persona”…, afferma Paolo Leombruni a pochi giorni dall’inizio del processo, “non ritengo di meritate tutto questo. Mi sono limitato ad accettare la richiesta di una povera paziente malata e somministrarli una cura palliativa per il suo male senza costringere nessuno e senza promettere alcuna guarigione”, prosegue Leombruni. “Non sono un santone, sono un medico. Mi accusano addirittura di essermi appropriato di materiale medico del valore di 150 euro: al di là della assurda contestazione non si tiene conto del fatto che forse ho espletato decine e decine di migliaia di euro di straordinari mai da me richiesti, senza citare gli episodi di encomio che mi hanno riguardato. “Non è facile sopportare tutto questo”, conclude il medico, “ma confido nella giustizia e sono certo che uscirò indenne da tale assurda contestazione”. Ora la vicenda approda in dibattimento dove si annuncia una dura battaglia tra accusa e difesa. Anche se, come sempre, la parola finale spetterà ai giudici del tribunale.